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venerdì 6 febbraio 2015
lunedì 30 gennaio 2012
Tempo di PACE...*
il suo tempo per ogni faccenda sotto il sole
...
Un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
(Qoelet 3,1, 7-8)
Dormi amico mio... è tempo di pace...
*Fate click qui o sul titolo del post:
http://www.youtube.com/watch?v=jkje4FiH9Qc
lunedì 1 agosto 2011
E' questo il vero Miracolo*
"Il senso del miracolo è che più si condivide e più le cose si moltiplicano.
L'unione fa la forza.
Condividi quello che hai, quello che sei, quello che conosci e tutto si moltiplicherà.
Se ci si mette insieme i miracoli s'avverano.
Se ognuno fa la sua parte l'impossibile diventa possibile.
Tra amici, più si condivide ciò che si vive, ciò che si prova, gli alti e i bassi delle proprie giornate e più l'unione si moltiplica, diventa forte, intima e profonda.
Una gioia condivisa si moltiplica; un dolore condiviso si dimezza.
Il miracolo vuol dire: quel che sembra impossibile spesso non lo è."
Dall'omelia di ieri...
Sei una Parola dolce che spezza il Pane e lo moltiplica.
Sei una Parola dolce che spezza il Pane e lo moltiplica.
E' questo il vero miracolo.
Amen*
lunedì 25 aprile 2011
Pasqua del Signore: l'Amore corre più veloce*
Dal Vangelo di Giovanni 20, 1-9
All'annuncio di Maria Maddalena, Pietro e Giovanni corrono.
Entrambi vanno al sepolcro, solo che Pietro non vedrà niente mentre Giovanni intuirà qualcosa.
Quando Giovanni arriva si inchina (20,5), mentre Pietro no (20,6).
Inchinarsi indica l'atteggiamento di umiltà di chi è disposto a lasciare e ad abbandonare le proprie idee, i propri ragionamenti, i propri schemi, di fronte a ciò che vede.
Giovanni è disponibile a lasciarsi plasmare di fronte a ciò che vede, a mettersi in gioco, a cambiare.
Anche Gv aveva detto: "E' finito tutto". Ma di fronte a ciò che vede deve ricredersi: "No, non è vero che è finito tutto". Pietro, invece, testa dura, no. E per questa sua non umiltà, qui non vedrà.
Nella vita bisogna inchinarsi, bisogna inginocchiarsi, bisogna accettare di cambiare, di aver sbagliato, di essersi sbagliati. Perché se tu hai deciso che niente cambierà, niente cambierà.
Ma è così perché tu hai deciso così. Ma se tu cambi, la tua vita cambia. Pietro è l'ostinato: "Non si può fare nulla". E, se credi così, nulla si farà.
Quando Giovanni arriva (20,5), dice il Vangelo, vede le bende per terra (non si dice nulla del sudario). Quando arriva Pietro (20,6-7) vede le bende e il sudario.
Le bende sono il simbolo della morte-vita, mentre il sudario è il simbolo della morte-fine.
Sembra un particolare irrilevante ma non lo è. Giovanni sta iniziando a percepire che qualcosa sta accadendo, Pietro, invece, è ancora imbrigliato dalla sua mente nella pura materialità dei fatti. Pietro dice: "Morte? Fine di tutto". Giovanni: "Morte? Ma non è che nella morte sia dischiusa la vita?".
Entrambi, poi si fanno una bella corsa. Gv descrive con minuzia chi arriva prima (Giovanni) e poi non entra; chi arriva dopo (Pietro) ed entra. Ma che solo il primo (Giovanni) vede e crede mentre il secondo (Pietro) no. Che c'interessa tutta questa descrizione particolare, precisa, minuziosa dei fatti?
Innanzitutto corrono e questo è fondamentale, decisivo. Se tu ti rassegni, se tu ti immobilizzi, se tu ti paralizzi, se tu ti fermi e decidi che non c'è più niente da fare, che non ha più senso vivere, insomma se tu non ti muovi un po' allora non è più possibile nulla. Se tu non vuoi neppure metterti in gioco, allora hai già perso!
Sepolcro vero è quando caduti in zone buie rifiutiamo ogni tentativo della Vita di farci uscire.
Pietro e Giovanni rappresentano due modalità con cui noi ci possiamo avvicinare alla Vita e alla fede.
I loro nomi dicono già tutto.
Pietro, infatti, Cefa', significa appunto pietra, duro, ostinato, "de coccio" (un nome che è un programma!); nel vangelo è colui che vuol capire solo con la testa, con la forza dei principi, che è solo razionalità.
Giovanni, che non si nomina mai nel vangelo di Gv ma di cui si dice "quello che Gesù amava" (20,2) è, come dice il nome, l'amore, l'intuizione, il sentimento, la parte emotiva, l'interiorità, la vibrazione.
La mente controlla il sentimento e cerca di contenerlo perché il sentimento è un'onda d'urto intensa e forte. La mente ci serve per capire (è Pietro che entra per primo 20,6!), per spiegare, per interpretare. Ma l'organo della vita è il cuore/anima; l'amore, la vitalità, lo stupore, la fede, la conoscenza di Dio, si percepiscono, si "sentono", si sperimentano. Per fare tutto questo serve il cuore/anima; la mente spiega cos'è successo.
Nessuno si è mai ubriacato con la parola "vino" e nessuno si è mai riscaldato con la parola "sole".
Dio, resurrezione, fede, Vita, è una persona di cui inebriarsi, appassionarsi, innamorarsi. Pietro, la mente, la durezza (quando tu non vuoi far spazio alla vita che c'è in te), non vedrà niente. Vedrà tante cose ma tutto quello che vedrà non provocherà niente in lui.
Giovanni, l'amore, l'interiorità, il sentimento profondo, non solo vedrà ma inizierà a capire, a percepire. Perché
Giovanni entrerà con l'amore, con il cuore, con l'anima, con la parte sensibile... e vedrà!
Quando parli con il tuo amore, guardalo negli occhi, entragli dentro. Senti non tanto cosa ti dice ma le vibrazioni del suo cuore; cogli la sua tristezza, il suo slancio, la sua meraviglia, la sua gioia, il suo amore. Quando abbracci il tuo amore, sentilo, percepiscilo, chiudi gli occhi, senti l'odore della sua pelle e il profumo del suo corpo.
Quando canti, fermati e senti le onde che vibrano dentro di te; che provocano emozioni, che con un dolce ticchettio fanno risuonare le corde della tua anima.
Quando sei in chiesa, fai silenzio, metti da parte ogni pensiero e ascoltati. Allora potrai percepire forte e chiara la presenza di Qualcun altro dentro di te. Ogni tanto fermati e ascoltati. All'inizio magari da dentro di te usciranno demoni e mostri. Ma se avrai pazienza, con calma, nel silenzio, nel tempo, scoprirai una sorgente inesauribile di vita e di luce dentro di te.
(Omelia di Pasqua, bella bella bella... da meditare... da sperimentare...)
Giovanni corre al sepolcro. Giovanni corre più veloce... l'Amore corre più veloce*
lunedì 18 aprile 2011
Non ci resta che amare
Vangelo di oggi - Giovanni 12 - 1, 11.
L'unzione di Betània.
Non resta altra cosa da fare che cambiare noi stessi.
Non cambieremo il mondo, ma potremmo cambiare il nostro mondo.
Il vero e unico territorio su cui siamo sovrani è il nostro cuore e lì possiamo decidere se fare della nostra vita un campo di battaglia o di pace.
Questo è quello che fa Gesù.
Non è riuscito a cambiare il mondo, non è riuscito a portare il regno di Dio sulla terra, e in questo ha fallito. Ma ciò che ha potuto fare è stato portare il Regno di Dio nella sua vita e con la sua vita.
Anche noi viviamo l'impotenza di Gesù quando di fronte a certe situazioni, dopo aver lottato con tutte le nostre forze e con tutta la passione che abbiamo dentro, non ci resta che stendere la mani
perché ci ritroviamo impotenti.
E' a questo punto che si fa avanti una donna con un gesto di assoluta bontà.
Che cosa può fare questa donna per Gesù?
Niente.
In che modo lo può aiutare?
In nessun modo.
Può togliergli la delusione, il senso di fallimento, di fine che Gesù vive?
No.
Questa donna non può fare più niente, non può cambiare o togliere niente dal corso che hanno preso gli avvenimenti con Gesù.
Non può fare nulla.
Ma può amarlo.
E così le sue mani delicate e tenere, curano, accarezzano e sollevano il capo di Gesù. "Lasciatela stare, lasciatela che mi ami, lasciate che mi conforti, lasciate che si prenda cura di me".
Quando non si può fare più niente, possiamo sempre amare, stare vicini, stare a fianco, prenderci cura, stare silenziosamente presenti.
Quando più nulla è possibile fare, non ci resta che amare.
E questo è tutto il nostro potere.
*(Mi hai sollevato il viso, sei al mio fianco, silenziosamente presente.
E poi dici "non ho fatto niente". Invece hai fatto molto. Hai amato)*
L'unzione di Betània.
Non resta altra cosa da fare che cambiare noi stessi.
Non cambieremo il mondo, ma potremmo cambiare il nostro mondo.
Il vero e unico territorio su cui siamo sovrani è il nostro cuore e lì possiamo decidere se fare della nostra vita un campo di battaglia o di pace.
Questo è quello che fa Gesù.
Non è riuscito a cambiare il mondo, non è riuscito a portare il regno di Dio sulla terra, e in questo ha fallito. Ma ciò che ha potuto fare è stato portare il Regno di Dio nella sua vita e con la sua vita.
Anche noi viviamo l'impotenza di Gesù quando di fronte a certe situazioni, dopo aver lottato con tutte le nostre forze e con tutta la passione che abbiamo dentro, non ci resta che stendere la mani
perché ci ritroviamo impotenti.
E' a questo punto che si fa avanti una donna con un gesto di assoluta bontà.
Che cosa può fare questa donna per Gesù?
Niente.
In che modo lo può aiutare?
In nessun modo.
Può togliergli la delusione, il senso di fallimento, di fine che Gesù vive?
No.
Questa donna non può fare più niente, non può cambiare o togliere niente dal corso che hanno preso gli avvenimenti con Gesù.
Non può fare nulla.
Ma può amarlo.
E così le sue mani delicate e tenere, curano, accarezzano e sollevano il capo di Gesù. "Lasciatela stare, lasciatela che mi ami, lasciate che mi conforti, lasciate che si prenda cura di me".
Quando non si può fare più niente, possiamo sempre amare, stare vicini, stare a fianco, prenderci cura, stare silenziosamente presenti.
Quando più nulla è possibile fare, non ci resta che amare.
E questo è tutto il nostro potere.
*(Mi hai sollevato il viso, sei al mio fianco, silenziosamente presente.
E poi dici "non ho fatto niente". Invece hai fatto molto. Hai amato)*
mercoledì 13 aprile 2011
Chi spera ama*
Ma se speriamo ciò che non vediamo,
l'aspettiamo con pazienza.
S.Paolo
l'aspettiamo con pazienza.
S.Paolo
E aspettiamo con pazienza
perché amiamo.
Claudia*
domenica 10 aprile 2011
La Vita è più forte*
Quando vedo la primavera che ritorna dopo la morte dell'inverno,
e la vita si riapre come per meraviglia e per incanto,
e ciò che era brullo torna a riempirsi di colori,
allora io so che la Vita è più forte.
Quando sento le persone care che sono morte vicine a me,
presenti realmente dentro il mio cuore,
allora io so che la Vita è più forte.
Quando vedo le persone che cambiano,
che diventano diverse, che evolvono, che diventano mature,
che stanno in piedi sulle proprie gambe, che ritornano ad essere felici,
allora io sento che la Vita è più forte.
Quando vedo certe rinascite e certi miracoli:
donne che non potevano aver figli e dalle quali nasce la vita,
persone depresse che guariscono, malattie fisiche che passano come se mai ci fossero state,
persone che fanno scelte radicali e impopolari,
allora io sento che la Vita è più forte.
E quando morirò e la morte sembrerà trionfare su di me
io potrò sentire questa voce che mi dirà: "Vieni fuori".
Non so cosa proverò, non si può ora descrivere,
ma credo che sarà meraviglioso.
Allora sarà definitivo che la Vita è più forte.
(Meditazione di un amico per il Vangelo di oggi, Giov 11, 1-45)
e la vita si riapre come per meraviglia e per incanto,
e ciò che era brullo torna a riempirsi di colori,
allora io so che la Vita è più forte.
Quando sento le persone care che sono morte vicine a me,
presenti realmente dentro il mio cuore,
allora io so che la Vita è più forte.
Quando vedo le persone che cambiano,
che diventano diverse, che evolvono, che diventano mature,
che stanno in piedi sulle proprie gambe, che ritornano ad essere felici,
allora io sento che la Vita è più forte.
Quando vedo certe rinascite e certi miracoli:
donne che non potevano aver figli e dalle quali nasce la vita,
persone depresse che guariscono, malattie fisiche che passano come se mai ci fossero state,
persone che fanno scelte radicali e impopolari,
allora io sento che la Vita è più forte.
E quando morirò e la morte sembrerà trionfare su di me
io potrò sentire questa voce che mi dirà: "Vieni fuori".
Non so cosa proverò, non si può ora descrivere,
ma credo che sarà meraviglioso.
Allora sarà definitivo che la Vita è più forte.
Quando sono morto una voce mi dice: "Vieni fuori".
Perché io credo nella Vita. E la Vita è più forte*
(Meditazione di un amico per il Vangelo di oggi, Giov 11, 1-45)
domenica 3 aprile 2011
Semplicemente felici*
Chi pensava di aver capito capirà di non aver mai capito niente.
Chi pensava di vedere si accorgerà che pensava ma non vedeva.
Chi era certo cadrà nella confusione.
Chi credeva di essere sano si scoprirà malato.
Chi pensava di arrangiarsi si scoprirà bisognoso di tutti.
Chi credeva in Dio scoprirà di aver creduto in se stesso.
Chi credeva in se stesso scoprirà di aver creduto in Dio (un idolo).
Chi credeva di essere nel giusto sarà condannato dalle sue azioni.
Chi credeva di essere felice scoprirà che si era solo accontentato.
Oro e argento saranno considerati non più le pietre,
ma il perdono e la verità.
I soldi e il successo tanto ricercati saranno considerati pericolosi.
Vi vergognerete di essere stati sempre così.
Il dolore urlerà per l'ottusità e il buio in cui vivevate.
Ma in quel giorno i vostri occhi si apriranno... e vedrete la Realtà.
E vedrete cose di cui neppure immaginavate l'esistenza.
E vedrete quanta Vita vi circonda.
E sarete felici di vedere Dio dovunque.
E sarete felici di vederci e di lasciarvi vedere.
E sarete semplicemente felici.
(Meditazione sul Vangelo di oggi. Grazie sempre ad Adrian per i suoi spunti di riflessione ricchi di significato e di luce)
Chi pensava di vedere si accorgerà che pensava ma non vedeva.
Chi era certo cadrà nella confusione.
Chi credeva di essere sano si scoprirà malato.
Chi pensava di arrangiarsi si scoprirà bisognoso di tutti.
Chi credeva in Dio scoprirà di aver creduto in se stesso.
Chi credeva in se stesso scoprirà di aver creduto in Dio (un idolo).
Chi credeva di essere nel giusto sarà condannato dalle sue azioni.
Chi credeva di essere felice scoprirà che si era solo accontentato.
Oro e argento saranno considerati non più le pietre,
ma il perdono e la verità.
I soldi e il successo tanto ricercati saranno considerati pericolosi.
Vi vergognerete di essere stati sempre così.
Il dolore urlerà per l'ottusità e il buio in cui vivevate.
Ma in quel giorno i vostri occhi si apriranno... e vedrete la Realtà.
E vedrete cose di cui neppure immaginavate l'esistenza.
E vedrete quanta Vita vi circonda.
E sarete felici di vedere Dio dovunque.
E sarete felici di vederci e di lasciarvi vedere.
E sarete semplicemente felici.
(Meditazione sul Vangelo di oggi. Grazie sempre ad Adrian per i suoi spunti di riflessione ricchi di significato e di luce)
domenica 27 marzo 2011
L'acqua che canta*
Sono io la sete,
ma tu sei il pozzo profondo dell'inesauribile Mistero di Vita.
Sono io la sete,
ma tu sei l'acqua che dissetando monda e, mondando occhi e cuore, in più ampi spazi mi spinge ad avere sete,
ancora e sempre, ma una diversa sete.
Sono io la sete.
Sono io la sete, ma tu sei il pozzo e l'acqua, limpida acqua a cui m'assimili.
Ed ecco il prodigio: io, la sete, agli assetati da te sono inviata.
E acqua divento di puro annuncio,
lieta acqua che canta per tutti loro il tuo essere salvezza.
(Per il Vangelo di oggi, Giovanni, 4,5-42)
ma tu sei il pozzo profondo dell'inesauribile Mistero di Vita.
Sono io la sete,
ma tu sei l'acqua che dissetando monda e, mondando occhi e cuore, in più ampi spazi mi spinge ad avere sete,
ancora e sempre, ma una diversa sete.
Sono io la sete.
Sono io la sete, ma tu sei il pozzo e l'acqua, limpida acqua a cui m'assimili.
Ed ecco il prodigio: io, la sete, agli assetati da te sono inviata.
E acqua divento di puro annuncio,
lieta acqua che canta per tutti loro il tuo essere salvezza.
(Per il Vangelo di oggi, Giovanni, 4,5-42)
mercoledì 26 gennaio 2011
Scuola di preghiera anno 3
Figlio mio,
non dimenticare il mio insegnamento
e il tuo cuore
custodisca i miei precetti
Perché lunghi giorni
e anni di vita e pace
ti porteranno.
Bontà e fedeltà non ti abbandonino:
lègale al tuo collo,
scrivile
sulle tavole del tuo cuore (...)
Confida nel Signore
con tutto il cuore
e non appoggiarti
sulla tua intelligenza;
in tutti i tuoi passi pensa a Lui
ed Egli appianerà i tuoi sentieri.
Proverbi 3, 1-2-3-5-6.
non dimenticare il mio insegnamento
e il tuo cuore
custodisca i miei precetti
Perché lunghi giorni
e anni di vita e pace
ti porteranno.
Bontà e fedeltà non ti abbandonino:
lègale al tuo collo,
scrivile
sulle tavole del tuo cuore (...)
Confida nel Signore
con tutto il cuore
e non appoggiarti
sulla tua intelligenza;
in tutti i tuoi passi pensa a Lui
ed Egli appianerà i tuoi sentieri.
Proverbi 3, 1-2-3-5-6.
venerdì 17 dicembre 2010
Dublino un anno dopo (Ora i miei occhi ti vedono)*
| La Parola di Dio a Christ Church - Dublino - novembre 2009 |
Comprendo che puoi tutto e che nessuna cosa è impossibile per te.
Chi è colui che, senza aver scienza, può oscurare il tuo consiglio?
Ho esposto dunque senza discernimento cose troppo superiori a me, che io non comprendo.
"Ascoltami e io parlerò, io t'interrogherò e tu istruiscimi.
Io ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti vedono.
Perciò mi ricredo e ne provo pentimento sopra polvere e cenere."
Dio ristabilì Giobbe nello stato di prima, avendo egli pregato per i suoi amici; accrebbe anzi del doppio quanto Giobbe aveva posseduto.
Tutti i suoi fratelli, le sue sorelle e i suoi conoscenti di prima vennero a trovarlo e mangiarono pane in casa sua e lo commiserarono e lo consolarono di tutto il male che il Signore aveva mandato su di lui e gli regalarono ognuno una piastra e un anello d'oro.
Il Signore benedisse la nuova condizione di Giobbe più della prima ed egli possedette quattordicimila pecore e seimila cammelli, mille paia di buoi e mille asine.
Ebbe anche sette figli e tre figlie. A una mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Fiala di stibio. In tutta la terra non si trovarono donne così belle come le figlie di Giobbe e il loro padre le mise a parte dell'eredità insieme con i loro fratelli.
Dopo tutto questo, Giobbe visse ancora centoquarant'anni e vide figli e nipoti di quattro generazioni. Poi Giobbe morì, vecchio e sazio di giorni.
lunedì 1 novembre 2010
A guiding light that shines (Che sia un giorno pieno di Luce)*
"Allora apparve una moltitudine immensa,
che nessuno poteva contare,
di ogni nazione,
razza, popolo e lingua.
Tutti stavano in piedi
davanti al trono
e davanti all'Agnello,
avvolti in vesti candide,
e portavano palme nelle mani."
(Ap 7,9)
Rompo il silenzio delle mie vacanze ed esco dal mio rifugio, solo per questo post!
Per voi, ecco la luminosa visione di san Giovanni, descritta nel settimo libro dell'Apocalisse, che apre la liturgia della Parola di oggi, primo novembre, giorno in cui si celebra la solennità di Ognissanti.
Questo fiducioso messaggio ci annuncia una comunione piena e profonda tra gli uomini di tutta la terra, uniti nella gioia di essere chiamati a fare il bene e uniti nella Luce della vita eterna.
Apriamo le braccia, stringiamoci e restiamo vicini perché più si condivide, più la gioia è moltiplicata...
Con tutto il cuore, da questo bell'angolo di mondo,
Felice e luminosa festa di Ognissanti a tutti voi!*
che nessuno poteva contare,
di ogni nazione,
razza, popolo e lingua.
Tutti stavano in piedi
davanti al trono
e davanti all'Agnello,
avvolti in vesti candide,
e portavano palme nelle mani."
(Ap 7,9)
Rompo il silenzio delle mie vacanze ed esco dal mio rifugio, solo per questo post!
Per voi, ecco la luminosa visione di san Giovanni, descritta nel settimo libro dell'Apocalisse, che apre la liturgia della Parola di oggi, primo novembre, giorno in cui si celebra la solennità di Ognissanti.
Questo fiducioso messaggio ci annuncia una comunione piena e profonda tra gli uomini di tutta la terra, uniti nella gioia di essere chiamati a fare il bene e uniti nella Luce della vita eterna.
Apriamo le braccia, stringiamoci e restiamo vicini perché più si condivide, più la gioia è moltiplicata...
Con tutto il cuore, da questo bell'angolo di mondo,
Felice e luminosa festa di Ognissanti a tutti voi!*
sabato 23 ottobre 2010
Emet N° 6 Dalla Alef alla Tau
Essa in realtà è più bella del sole
e supera ogni costellazione di astri;
paragonata alla luce, risulta superiore;
a questa, infatti, succede la notte,
ma contro la sapienza la malvagità non può prevalere.
e supera ogni costellazione di astri;
paragonata alla luce, risulta superiore;
a questa, infatti, succede la notte,
ma contro la sapienza la malvagità non può prevalere.
Sapienza 7, 29-30
domenica 15 agosto 2010
Una donna vestita di sole (Assunzione della Vergine)
Nel cielo apparve poi un segno grandioso:
una donna vestita di sole,
con la luna sotto i suoi piedi
e sul suo capo una corona di dodici stelle...
... Furono date alla donna le due ali della grande aquila
per volare nel deserto verso il rifugio
preparato per lei per esservi nutrita
per un tempo, due tempi
e la metà di un tempo...
Ap 12, 1 e 14
*Vi auguro un Ferragosto sereno...
con gli occhi rivolti al Sole...*
una donna vestita di sole,
con la luna sotto i suoi piedi
e sul suo capo una corona di dodici stelle...
... Furono date alla donna le due ali della grande aquila
per volare nel deserto verso il rifugio
preparato per lei per esservi nutrita
per un tempo, due tempi
e la metà di un tempo...
Ap 12, 1 e 14
*Vi auguro un Ferragosto sereno...
con gli occhi rivolti al Sole...*
venerdì 6 agosto 2010
Shining like the Sun (Trasfigurazione)
mercoledì 7 luglio 2010
La danza del sole che sorge sulla terra
... per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge,
per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell'ombra della morte
e dirigere i nostri passi *
sulla via della Pace.
Dal Benedictus o Cantico di Zaccaria (Lc 1, 68-79).
Lo leggo ogni mattina... e ogni volta il cuore danza nel petto...
(e poi sorge il sole...) *
per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell'ombra della morte
e dirigere i nostri passi *
sulla via della Pace.
Dal Benedictus o Cantico di Zaccaria (Lc 1, 68-79).
Lo leggo ogni mattina... e ogni volta il cuore danza nel petto...
(e poi sorge il sole...) *
martedì 29 giugno 2010
Il Signore ha mandato il suo angelo
E in quella notte, quando poi Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro piantonato da due soldati e legato con due catene stava dormendo, mentre davanti alla porta le sentinelle custodivano il carcere.
Ed ecco gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: "Alzati, in fretta!". E le catene gli caddero dalle mani. E l'angelo a lui: "Mettiti la cintura e legati i sandali". E così fece.
L'angelo disse: "Avvolgiti il mantello, e seguimi!". Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si era ancora accorto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell'angelo: credeva infatti di avere una visione.
Essi oltrepassarono la prima guardia e la seconda e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città: la porta si aprì da sé davanti a loro.
Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l'angelo si dileguò da lui. Pietro allora, rientrato in sé, disse: "Ora sono veramente certo che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che si attendeva il popolo dei Giudei".
venerdì 25 giugno 2010
Sandali, anello e corona...
Mi hai fatto il dono di una vita immortale,
mi hai rivestito di una tunica immateriale e luminosa
e mi hai dato dei sandali,
un anello e una corona
incorruttibili e eterni.
(Come il Padre misericordioso in Lc 15,22)
sabato 19 giugno 2010
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