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domenica 14 aprile 2013

Tu sei tutta la nostra dolcezza*


Tu sei santo, Signore solo Dio,
che operi cose meravigliose.
Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo,
Tu sei re onnipotente, Tu, Padre santo,
re del cielo e della terra.
Tu sei trino ed uno, Signore Dio degli dei.
Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene,
il Signore Dio vivo e vero.
Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza,
Tu sei umiltà, Tu sei pazienza,
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine,
Tu sei sicurezza, Tu sei quiete.
Tu sei gaudio e letizia, Tu sei nostra speranza
Tu sei giustizia. Tu sei temperanza.
Tu sei tutta la nostra ricchezza a sufficienza.
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine.
Tu sei protettore, Tu sei custode e nostro difensore.
Tu sei fortezza, Tu sei refrigerio.
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede.
Tu se la nostra carità.
Tu sei tutta la nostra dolcezza,
Tu sei la nostra vita eterna,
grande e ammirabile Signore,
Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.

(Francesco d'Assisi - Lodi a Dio Altissimo)

domenica 17 marzo 2013

La primavera della Chiesa.


E’ il 13 marzo, sono circa le 19. Sta piovendo forte in piazza San Pietro, la primavera sembra lontana. C’è tanta gente che aspetta, gli ombrelli aperti colorano la piazza che, ancora una volta, sembra prendere le dimensioni del mondo intero. L’attenzione dei Media di tutto il mondo è rivolta al comignolo che dovrebbe tra poco iniziare a fumare: sotto il piovoso cielo di Roma c’è la Speranza che aspetta.
La “rinuncia” di Papa Benedetto XVI, annunciata poco più di un mese prima, ci ha fatto sentire un po’ “orfani”: non si assisteva da secoli ad un evento simile. “Anche il Papa è un uomo - ho sentito dire in quei giorni – e sente la fatica e la malattia come tutti noi”. Certo la sua decisione ci ha lasciati interdetti: interessanti le parole del teologo e giornalista Röser che parla di “frammento di demitologizzazione, di desacralizzazione della più alta autorità del magistero”. Un Papa uomo che, pur “consapevole della gravità” di questa decisione, rinuncia per “ingravescente aetate” (per l’età avanzata). La storia, dice il Röser, ci farà valutare meglio tale evento, tra qualche anno. E, aggiunge, tale rinuncia potrà forse portare nuova linfa alla Chiesa.
Ma torniamo in piazza San Pietro. La Speranza sotto l’ombrello attende, dicevamo, con lo sguardo rivolto verso un gabbiano che si è fermato per ore sul famigerato comignolo. Che strano, ho pensato vedendolo sin dal mattino: è il simbolo della libertà, ma è anche un messaggero spirituale, secondo alcune tradizioni. Vola nel cielo del Vaticano e sembra attendere anche lui l’esito del conclave. (Di certo è diventato il gabbiano più filmato e fotografato del mondo, nell’attesa della fumata bianca gli occhi erano tutti su di lui)!
Ed ecco finalmente la fumata: all’inizio mi sembra scura, ma no, è bianca, bianca come la neve. E’ sempre una grande emozione: la Chiesa ha il suo nuovo Papa. Ecco i primi rintocchi del campanile di San Pietro che confermano l’elezione avvenuta: dopo pochi minuti in tutte le città del mondo si scatena una gran festa di campane.
Si dovrà attendere ancora per l’annuncio fatto dal protodiacono con la formula consueta:
“Annuntio vobis… Gaudium Magnum… Habemus Papam!”
Ed io nel mio cuore penso: Francesco, mi piacerebbe un Papa Francesco. A mio padre, che prendendomi in giro mi scrive poco prima “si chiamerà Claudio?” rispondo con due parole: “Spero Francesco”.
Dopo pochissimi secondi ecco il nome del cardinale eletto, poi l’urlo della folla e di nuovo pochi attimi di attesa per l’annuncio del nome scelto dal nuovo Pontefice:
“… qui sibi nomen imposuit… Franciscum!”
La folla esplode, sembra impazzita. La Speranza esulta, in tutte le piazze e le case del mondo. Anche nel mio cuore. E il mio telefono inizia a squillare: “sarai contenta, si chiama Francesco”.
Ed io, sì - rispondo - sì, sono felice.
Felice perché la Chiesa ha il suo nuovo Papa. Felice perché il nome che ha scelto porta con sé quella nuova linfa di cui parla Röser, un programma, una promessa, un impegno che Jorge Mario Bergoglio mantiene sin dal primo momento con poche scelte significative: si affaccia dal balcone senza stola e senza mozzetta sulle spalle (indosserà solo la stola per la consueta benedizione, per poi toglierla subito); non parla di sé come Papa, ma come Vescovo di Roma; porta una croce di ferro al collo, saluta la folla con un “buonasera” ed un sorriso che spiazza e conquista tutti per la sua semplicità; invita i fedeli a pregare per Benedetto XVI. Infine chiede al popolo di Dio una benedizione ed in quel minuto di silenzio si inchina per ricevere le nostre preghiere. Ed io, in silenzio come gli altri e a capo chino, chiedo a Dio e a San Francesco di ispirargli le parole e le azioni del suo pontificato.
Sembra piacere a tutti il nuovo Papa. Ogni giorno ci sorprende con dichiarazioni che confortano i nostri desideri: vogliamo tutti che Papa Francesco sia un uomo di povertà e di pace come è stato il Santo a cui si è ispirato, perché il mondo ha bisogno di una Chiesa povera, più vicina alla gente. Torna in mente la frase che Dio disse a Francesco a San Damiano, mentre lui pregava davanti al crocifisso oggi custodito nella chiesa di Santa Chiara, in Assisi: “Francesco, va’ e ripara la mia Chiesa che cade in rovina”. La Chiesa ha bisogno una ventata di primavera. Papa Francesco sarà l’uomo del cambiamento? Sarà la primavera della Chiesa? Ce lo auguriamo tutti.
Però, ci sono due considerazioni che mi piace condividere con voi: prima di tutto “non si deve cadere nell’equivoco che Francesco d’Assisi sia tornato”[1]. Francesco non sarebbe mai diventato Papa, non accettò neanche l’ordinazione sacerdotale, per umiltà. E sempre dal Santo d’Assisi scaturisce la mia seconda considerazione: Francesco era molto legato al Papa e alla Chiesa di Roma, tanto da chiedere più volte l’approvazione della sua Regola[2]: il Santo d’Assisi era consapevole che la Chiesa sarebbe cambiata solo in seguito ad un cambiamento del popolo di Dio. Francesco di certo rinnovò la Chiesa, ma lo fece rinnovando prima di tutto se stesso.
E noi siamo davvero pronti ad essere Chiesa? Siamo pronti ad essere veri discepoli? A volte penso che il cambiamento che tutti auspichiamo faccia più paura ai fedeli che ai sacerdoti. Riflettiamo sul fatto che per cambiare il mondo c’è bisogno del contributo di tutti. Iniziamo a camminare, edificare e soprattutto a confessare, come Papa Francesco ci ha esortato a fare, nella sua prima omelia da Pontefice, il giorno dopo la sua elezione. Con l’impegno di tutti la primavera arriverà.



[1] Cito testualmente da un articolo di Chiara Frugoni, storica esperta della vita e delle opere del Santo d’Assisi.
[2] Papa Onorio III nel 1216 istituì la solennità del Perdono d’Assisi che si celebra il 2 agosto nelle chiese francescane di tutto il mondo; nel 1223 concesse l’approvazione pontificia della Regola di San Francesco: nella ”Legenda Maior” si narra che tale decisione fu presa dal Pontefice in seguito a un sogno che egli fece in cui Francesco sorreggeva la Basilica del Laterano (allora il cuore della Chiesa latina) che stava crollando.

giovedì 29 novembre 2012

Sui tuoi passi...

"Io, Claudia, 
poiché il Signore mi ha dato questa grazia,
rinnovo le mie Promesse Battesimali e mi consacro al servizio del suo Regno.
Perciò prometto di vivere nel mio stato secolare per tutto il tempo della mia vita il Vangelo di Gesù Cristo nell’Ordine Francescano Secolare, osservandone la Regola.
La grazia dello Spirito Santo, l’intercessione della beata Maria Vergine e di san Francesco e la fraterna comunione mi siano sempre d’aiuto, affinché raggiunga la perfezione della carità cristiana."



Due anni fa ho pronunciato questa formula davanti a tutti... ed oggi, essendo la festa dei Santi Francescani, rinnoverò la mia promessa. 
Che bello, che emozione... che gioia aver fatto questo passo, tanti anni fa... un passo nei tuoi sandali, Francesco, un passo nella vita, un passo dopo l'altro per camminare verso te, Signore.
La gioia vera, la pace vera, l'amore, nascono da Te, Signore. Questo ho imparato, questo sperimento, vivo ogni giorno. Ti sono grata per quel battito d'ali, quel cuore colmo, quella sana meraviglia che hai fatto nascere nella mia vita. Aiutami a fare in modo che questi passi mi portino A TE, con gli altri, verso gli altri, sempre.




mercoledì 1 febbraio 2012

Yes you can*

Paura di Niente,
Speranza di Tutto.
Se non si va non si vede.
(Mi corri accanto. Sempre)*

sabato 7 gennaio 2012

*Qui non sei solo*

"Cerca il silenzio,
sempre e di nuovo.
Cercalo soprattutto quando sei inquieto dentro.
E non meravigliarti se l'inquietudine
non scompare subito.
Se ti accorgi che non riesci a tacere,
non inquietarti.
Prova prima a camminare,
il camminare
può liberarti
dal rumore interiore.
...
Cammina spensieratamente.
Abbandonati totalmente al tuo andare.
Allora il camminare ti introdurrà
alla tranquillità.
...
Ascolta il tuo intimo.
Fai attenzione al cambiamento.
Di colpo percepirai il silenzio.

Puoi gustarlo.
E sentirai che nel silenzio
sei avvolto da una vicinanza
che guarisce e ama.

Sentirai
che qui non sei solo.
Non hai bisogno di fare niente.
Sei nel silenzio.
Sei con te. Sei in Dio.
E in Lui c'è tutto ciò che desideri."

*Anselm, mio caro Anselm, tu si che conosci la gioia del Silenzio che solo la preghiera può dare...
Dopo otto giorni di pace e preghiera, mi fermo nel silenzio, mi ritrovo in Te e ringrazio, dal profondo del cuore, per questa straordinaria esperienza*

sabato 29 ottobre 2011

Ti seguirò*

Tu sei Bellezza,
Tu sei Dolcezza,
Tu sei Amore
(Tu sei il mio Amore)
Dal Convegno Giovani verso Assisi... Con cuore sazio, felice, riconoscente...
Pax...

lunedì 26 settembre 2011

Il volo dell'amore*

Se questo è errore 


e mi sarà provato,

io non ho mai scritto 



e nessuno ha mai amato.




"L'amore non è amore", scriveva William Shakespeare, all'inizio di questo sonetto che ho sopra citato, "se muta quando trova mutamenti".
C'è sempre un po' di azzardo che si accompagna all'amore, alla speranza, alla gioia. Ma seppure nell'amore è presente un po' di follia, esso contiene in sé un elemento forte che lo rende immutabile davanti ad ogni tempesta.
Ieri, pensando a questo, cercavo. Cercavo sul web un'immagine della gioia, della speranza, dell'abbandono a cui conduce l'amore, ma allo stesso tempo pensavo ad una foto che ne esprimesse la forza, la stabilità.
Cercando ho trovato questa immagine che vi pubblico, che è un po' il simbolo di ciò che vivo in queste ultime settimane. 
E' tratta dal film di Zeffirelli "Fratello sole, sorella luna", in cui si parla della vita di San Francesco. In questa scena (bellissima) Francesco sale sui tetti della casa di suo padre e esprime il suo credo, il suo amore, la sua verità.


In questa immagine c'è tutto. La gioia e la follia del Santo, il suo fermento interiore (noi lo chiamiamo il "friccico francescano"), l'abbandono, lo slancio... e l'amore che non passa anche se ci sono mutamenti, la verità e la sua forza.
Il volo dell'amore, si, mi è sembrato di vederlo in questa foto piena di sole.
In fondo siamo così quando amiamo: in punta di piedi, in bilico nel vuoto e nel sole... ed è oltre l'abisso che spingiamo il cuore, perché ha voglia di volare alto, non è fatto per camminare sulla terra... è fatto per volare nel sole con ali d'aquila.

sabato 17 settembre 2011

Stand by me, my Love ♥

La Verna - 17 settembre 1224 - ore 15.
Sono trascorsi quasi 8 secoli,
ma il miracolo rivive in noi
come se si fosse compiuto oggi.

lunedì 12 settembre 2011

*Incondizionatamente*

"Hai svuotato le tasche come ti ho chiesto di fare?
Per quanto le svuoti, ti accorgi che hai altro e altro ancora da dare...?
Spendi ciò che hai, dona ciò che sei e ti sarà restituito molto di più...
Spendi te stessa e ama, ama incondizionatamente.

Per chi vuoi tenere da parte l'amore?"

*My Love*

sabato 6 agosto 2011

Cerco, Prego, Ascolto, Divento... e Torno a casa*

"Pregare non è tanto ottenere, quanto piuttosto diventare."
Sören Kierkegaard

"Dicono i mistici che, quando intraprendiamo il nostro cammino spirituale, vogliamo parlare molto con Dio e finiamo per non ascoltare ciò che Egli ha da dirci. Perciò, è sempre consigliabile rilassarsi un po'. Ciò non è facile: noi abbiamo la tendenza naturale a fare sempre la cosa giusta, e pensiamo che potremo riuscire a migliorare il nostro spirito solo se lavoreremo senza sosta. In realtà, è importante tentare, cadere, rialzarsi e proseguire; ma dobbiamo lasciare che Dio ci aiuti.
Nel mezzo di un grande sforzo, dobbiamo guardare noi stessi, ma allo stesso tempo dobbiamo consentire che Egli si riveli e ci guidi. Dobbiamo permettere, di tanto in tanto, che Egli ci prenda in braccio"
Paulo Coelho

All'inizio di una meditazione sulla preghiera (guidata dalla sottoscritta) qualche anno fa, ho chiesto ai partecipanti cosa fosse per loro la preghiera: dalle loro risposte ho scoperto che molti associano l'idea di preghiera a una richiesta, una sorta di "monologo interiore" durante il quale si recitano formule prestabilite "per lo più scritte da altri" (cito testualmente).
Qualcuno ha ammesso che la maggior parte delle volte dopo pochi minuti non sa più cosa dire e si chiede come fare per restare più a lungo davanti a Dio senza annoiarsi o spazientirsi. Altri mi hanno parlato una sensazione di disagio provata durante quelle lunghe pause silenziose.
Nessuno dei presenti mi ha parlato di altri aspetti importanti della preghiera: il dialogo, il contatto, l'adorazione e l'ascolto.
La preghiera, dice il buon Kierkegaard, è autentica non quando è Dio che sta ad ascoltare ciò che gli domandiamo, ma quando è l'orante ad ascoltare.
Abbiamo due orecchie e una bocca... Dovremmo ascoltare il doppio di quanto parliamo, ma ci risulta molto difficile con chi è di fronte a noi in carne e ossa e lo può essere ancora di più se si tratta di una "entità invisibile"! Captare la voce di un Dio che consideriamo molto distante da noi non è certo semplice, se non ci prepariamo un po' e non lo consideriamo vicino, amico, in ascolto, presente nella nostra storia.
Tempo fa, in un post che ho pubblicato sulla Preghiera (Elia) parlavo di questa difficoltà e dicevo che per pregare in maniera autentica, per praticare la preghiera contemplativa, è necessario allenarsi per coltivare pian piano questo germe divino dentro di sè.
Non solo.
Pregare significa mettersi in viaggio, diventare un altro, cambiare, altrimenti, diceva Teresa d'Avila (e lei di preghiera se ne intendeva) non abbiamo realmente pregato.
La preghiera ti trasforma se glielo lasci fare. Dio prende spazio nella nostra vita, sempre di più, se gliene diamo. Così ci nutre e ci trasforma facendoci scoprire ciò che siamo realmente.
Molti confondono il dialogo della propria coscienza con la preghiera rivolta a Dio.
Per questo, come affermava una mia amica, "la preghiera è anche meditazione, ma la meditazione non è preghiera".
Ho letto molto sull'argomento, dopo aver praticato per anni la preghiera contemplativa, sperimentando formule diverse. Il mio scopo è stato soprattutto ascoltare ciò che Dio ha da dirmi, dopo aver creato un deserto dentro di me. Quando ho iniziato ero molto giovane e non avevo nessuna guida. Una mia maestra suora, quando ero molto piccola ci diceva sempre che se la sera prima di andare a dormire fossimo riusciti a far tacere tutti i rumori ed i pensieri, avremmo potuto ascoltare la voce di Dio! Ma come fare, mi chiedevo, impossibile per me non pensare, eppure questa ricerca per me iniziò proprio allora, me ne sono resa conto solo di recente. Non mi era facile, non sapevo come creare il silenzio assoluto dentro di me, sentivo solo il desiderio di ascoltare la voce di Dio, ne avevo sete, ma i miei pensieri mi distraevano. Solo molti anni dopo ho scoperto che anche quella era preghiera. Quel tempo di ricerca infantile, poi di sperimentazione più o meno consapevole è stato comunque utilissimo: posizione, respirazione, stati d'animo, distrazioni e slanci dello spirito, tutto mi ha spinta a leggere, ad integrare, ma soprattutto a lasciarmi condurre. Ho scoperto che molti avevano sperimentato, con molti condividevo la stessa sete. Ho scoperto che amare e pregare era la stessa cosa. E si impara ad amare amando, come si impara a pregare pregando.
S.Ignazio di Loyola pregava disteso a terra, S.Francesco d'Assisi ripeteva una preghiera per ore, come un mantra, fino ad entrare nel cuore di Dio (e per questa ragione qualcuno lo considera un grande yogi)! Ho provato anche queste tecniche e alla fine ho capito che la ricerca non era soltanto mia, ma che anche Dio veniva a prendermi per condurmi da Lui e per mostrarmi il mio vero volto, la mia vera identità.
Pregare è un incontro d'amore in cui si torna a casa per lasciarsi amare: è ritrovare un vecchio amico per parlargli dei nostri guai e trovare sollievo, si, ma è anche riconoscersi nella propria autenticità, a cuore nudo, spogliato del superfluo, grazie alla Sua presenza. Era ciò che cercavo, lo scopo della ricerca, fare spazio, pulizia, "balayer devant ma porte" per accogliere meglio e per trovare la mia identità e la mia missione grazie alla Guida Celeste. Sentirmi a mia volta accolta, amata, guidata. S.Francesco in fondo questo chiedeva nella sua Preghiera Semplice: di essere strumento di Dio. Pregando il crocifisso di San Damiano chiedeva "Cosa vuoi che io faccia?" La sua preghiera fu ascoltata e esaudita!
Da qualche anno sperimento "la preghiera del cuore", cioè la preghiera incessante del pellegrino russo, argomento affrontato anche nella scuola di preghiera che sto seguendo. E' una pratica silenziosa nella quale il pensiero, il respiro e la preghiera diventano una cosa sola. Diventiamo ciò che recitiamo e Dio si intreccia, poi si fonde con la nostra quotidianità, come un sottofondo continuo che segue il respiro, il battito del cuore, i gesti, i pensieri, le parole... tutto il nostro essere. E' una pratica antichissima, affascinante, che trasforma. La preghiera come l'aria che si respira, come il sangue che scorre nelle vene.
Io credo che la ricerca di Dio sia una strada che ognuno di noi deve percorrere secondo la propria inclinazione. Dio ci ha dato tanti percorsi per giungere a Lui, basta trovare il proprio. Noi ci mettiamo lì, con l'amore, il desiderio, la sete: ci consegniamo nelle mani di Dio e poi Lui fa il resto, se lo accogliamo a cuore aperto.
In questo percorso personale non dobbiamo dimenticare la preghiera comunitaria, altrettanto importante: anche questa dimensione, riscoperta dopo tanti anni di ricerca individuale, ha reso ancora più ricca la mia preghiera personale e solitaria. (Sto approfondendo anche la "preghiera di legatura", di cui parlerò in un altro post).
Le esperienze si mescolano in un crescendo, la strada è lunga e bella, ancora c'è molto da imparare e da vivere. C'è Dio da incontrare. Mettiamoci in cammino e in ascolto, con un cuore nuovo.
*Più ti conosco e più ti amo.
Più ti amo e più cerco... e più ti cerco e più trovo il mio volto.
Mi hai disegnata nel palmo della tua mano, sei scolpito nelle pareti del mio cuore*

domenica 5 giugno 2011

Ieri, oggi, domani (You are everywhere I go)


    • Dio è con te ogni giorno: alimentati.
      Lui è alla tua porta perché tu gli possa aprire; 
      Lui è nella tua casa perché tu lo possa sentire vicino; 
      Lui è nel tuo sentiero perché tu lo possa incontrare; 
      Lui è vicino per essere un riferimento per te 
      e Lui è lontano perché tu lo possa raggiungere; 
      Lui è fuori di te perché tu lo possa vedere, Lui è dentro di te perché tu lo possa sentire; 
      Lui è con te nel buio per essere la tua Luce 
      e quando sei solo per essere Consolazione; 
      Lui è con te nella gioia per essere compagno e amico; 
      Lui è con te negli entusiasmi, nelle passioni e nelle avventure 
      per essere complice ed eroe con te. 
      Lui era con te ieri, lo è oggi, lo sarà domani.

sabato 19 febbraio 2011

Il mio "fidanzato" ha sempre ragione

Cominciate col fare ciò che è necessario, 
poi ciò che è possibile.
E all'improvviso vi sorprenderete 
a fare l'impossibile...
 (My Love = Francesco d'Assisi)

Filocalia

Quando io pregavo interiormente, tutto il mondo intorno mi appariva sotto un aspetto meraviglioso: alberi, erbe, uccelli, terra, aria, luce, ogni cosa sembrava dirmi che esisteva per l'uomo e testimoniava l'amore di Dio per lui, implorando e cantando la gloria del Signore. E io capivo da questo mirabile concerto ciò che nella Filocalia si chiama "linguaggio del creato".
Ravvisavo il mezzo attraverso cui si può parlare con le creature di Dio.

(Il Pellegrino russo)

giovedì 6 gennaio 2011

Tu alla mia porta

Ma se io, Signore, tendo l'orecchio ed imparo a discernere i segni dei tempi, distintamente odo i segnali della tua rassicurante presenza alla mia porta. E quando ti apro e ti accolgo come ospite gradito della mia casa, il tempo che passiamo insieme mi rinfranca. Alla tua mensa divido con te il pane della tenerezza e della forza, il vino della letizia e del sacrificio, la parola di sapienza e della promessa, la preghiera del ringraziamento e dell'abbandono nelle mani del Padre. E ritorno alla fatica del vivere con indistruttibile pace. Il tempo che è passato con te sia che mangiamo sia che beviamo è sottratto alla morte. Adesso,anche se è lei a bussare,io so che sarai tu ad entrare; il tempo della morte è finito. Abbiamo tutto il tempo che vogliamo per esplorare danzando le iridescenti tracce della Sapienza dei mondi. E infiniti sguardi d'intesa per assaporarne la Bellezza.

Da Assisi tanti auguri per un giorno ricco di "epifanie" nel cuore.

lunedì 29 novembre 2010

Eccomi*

E così me ne vado da solo
sulla strada che sale ad Assisi

così solo da cercare ad ogni passo
la tua voce che ancora muove il grano...
Angelo*
Oggi, alle ore 18, farò la mia professione perpetua (OFS).           Da oggi farò parte della famiglia francescana. Da oggi, per tutto il tempo della mia vita. :-)
 
 

lunedì 22 novembre 2010

Una cosa giusta

Ho sbagliato tante cose, ma ne ho fatta una giusta: ho scritto una lettera in dieci minuti, con quella lettera ho chiesto di entrare per sempre nell'OFS.

Sto tornando, sto andando a casa.

Amen.

lunedì 8 novembre 2010

...scelgo da che parte voglio stare per sempre...

La bimba in basso a sinistra sono io...
Questo disegno è un regalo ricevuto stasera dalla mia amica Renata, che ha voluto ritrarmi in un "intimo" momento di preghiera accanto al mio amato Francesco...
Mi ha immaginata come una bambina che, con gli occhi chiusi, si stringe forte al suo Maestro affidandosi totalmente a Lui......
"Avvinghiata ad un saio, scelgo da che parte voglio stare per sempre".
Che bello.
Manca proprio poco... 21 giorni e ci siamo. 
Grazie Renata... *

sabato 2 ottobre 2010

Assisi 2 ottobre

"Signore fa di me uno strumento della Tua pace".

Sono ad Assisi per l'ennesima volta, dopo solo poche ore sono già trasformata in una Claudia nuova.
Come posso non essere strumento Tuo, Signore?
Mi sorprendono sempre le emozioni che vivo in questo luogo: mi sembra di varcare la soglia della Basilica di San Francesco per la prima volta.
Questo luogo sa donarmi una pace del cuore mai provata altrove.
Stamattina, mentre pregavo sulla tomba di San Francesco, ho riflettuto sulla potenza della preghiera.
Qui sosto ore ad occhi chiusi nell'ascolto e nella contemplazione. Sembra che nulla di particolare avvenga in quelle ore, invece, nel silenzio, dita celesti compiono piccoli e grandi prodigi.
Qui io muoio e divento, qui metto a nudo il cuore, qui tutto si perde per ritrovare cose nuove o cose rinnovate, qui l'anima è plasmata e riprende la sua autentica forma, altrove distorta dagli eventi quotidiani.
Tempo fa, proprio qui, ho scritto: E' sufficiente mettere un dito nel Sacro Pozzo (la tomba di Francesco) per non avere più sete. Non serve bere.
Ma io qui debbo e dovrò sempre tornare, tornare, tornare a bere.

Pax et Bonum*

venerdì 17 settembre 2010

Perfetta letizia

Tanto è il bene che m'aspetto
che ogni pena m'è diletto

San Francesco

(Il 17 settembre 1224, sul Monte della Verna, il poverello d'Assisi riceve le stimmate)

domenica 1 agosto 2010

Il Perdono di Assisi (la veste bianca)

"Il perdono è la mia veste bianca, il pane che devo mangiare per poter vivere."

San Francesco aveva molto a cuore la salvezza degli uomini: sosteneva che nulla fosse più importante.
Mentre pregava alla Porziuncola, un giorno Francesco ebbe una visione. Una luce abbagliante gli apparve e la voce di Dio gli chiese cosa desiderasse per la salvezza delle anime.
"Santissimo Padre, benché io sia misero peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, gli conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe"
Dio concesse a Francesco ciò che gli chiedeva e gli Angeli furono i testimoni di tale accordo: il Papa approvò e da allora, per tutti coloro che il 2 agosto* visitano la Porziuncola ad Assisi (ma anche una qualsiasi chiesa francescana) è prevista l'indulgenza plenaria**, con la remissione di ogni peccato commesso dal giorno della nostra nascita a quello del nostro ingresso in chiesa.

* La data del 2 agosto (per l'esattezza: dai Vespri del 1 agosto a quelli del 2 agosto) fu fissata da Dio stesso come momento per lucrare il Perdono. Egli indicò a Francesco il giorno della liberazione di Pietro dal carcere.
** L'indulgenza è lucrabile per sê o per un defunto.
Con l'indulgenza plenaria indossiamo idealmente la veste bianca del Battesimo, siamo rinnovati e profondamente purificati.