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lunedì 1 agosto 2016

Dio ha bisogno delle nostre mani*

Quando la sera del 5 maggio scorso sono scivolata da un marciapiedi procurandomi un bel po' di danni alla caviglia stavo uscendo da una veglia di preghiera il cui messaggio principale era "Dio ti vuole in piedi". 
Ieri, dopo aver letto il messaggio ai giovani a Cracovia di Papa Francesco ho trattenuto nella memoria una frase in particolare: 
"Gesù ha bisogno delle nostre mani". 
E in effetti... se guardate la foto... credo ne abbia bisogno! 
Scherzi a parte: viviamo un momento delicato e difficile, quella di ieri poi è stata una domenica speciale in cui i fratelli cristiani e musulmani si sono uniti nella preghiera. 
Fermiamoci due minuti per recitare un Padre nostro e 
per dare una mano a Gesù!!!

domenica 5 gennaio 2014

Dio intimo*

"Mi hai resa così ricca, lasciami anche dispensare agli altri a piene mani. La mia vita è diventata un colloquio ininterrotto con te, mio Dio, un unico grande colloquio. A volte, quando me ne sto in un angolino del campo, i miei piedi piantati sulla tua terra, i miei occhi rivolti al cielo, le lacrime mi scorrono sulla faccia, lacrime che sgorgano da una profonda emozione e riconoscenza. Anche di sera, quando sono coricata nel mio letto e riposo in te, mio Dio, lacrime di riconoscenza mi scorrono sulla faccia e questa è la mia preghiera. Sono molto, molto stanca, già da diversi giorni, ma anche questo passerà, tutto avviene secondo un ritmo più profondo che si dovrebbe insegnare ad ascoltare, è la cosa più importante che si può imparare in questa vita. Io non combatto contro di te, mio Dio, tutta la mia vita è un grande colloquio con te. Forse non diventerò mai una grande artista come in fondo vorrei, ma mi sento già fin troppo al sicuro con te, mio Dio". 
Etty Hillesum 

giovedì 17 ottobre 2013

L'art des petits pas.

Seigneur, apprends-moi l'art des petits pas.

Je ne demande pas de miracles ni de visions,
mais je demande la force pour le quotidien !
Rends-moi attentif et inventif pour saisir
au bon moment les connaissances et expériences
qui me touchent particulièrement.
Affermis mes choix dans la répartition de mon temps.
Donne-moi de sentir ce qui est essentiel
et ce qui est secondaire.
Je demande la force, la maîtrise de soi et la mesure,
que je ne me laisse pas emporter par la vie,
mais que j'organise avec sagesse
le déroulement de la journée.
Aide-moi à faire face aussi bien que possible
à l'immédiat et à reconnaître l'heure présente
comme la plus importante.
Donne-moi de reconnaître avec lucidité
que la vie s'accompagne de difficultés, d'échecs,
qui sont occasions de croître et de mûrir.
Fais de moi un homme capable de rejoindre
ceux qui gisent au fond.
Donne-moi non pas ce que je souhaite,
mais ce dont j'ai besoin.
Apprends-moi l'art des petits pas...

domenica 14 aprile 2013

Tu sei tutta la nostra dolcezza*


Tu sei santo, Signore solo Dio,
che operi cose meravigliose.
Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo,
Tu sei re onnipotente, Tu, Padre santo,
re del cielo e della terra.
Tu sei trino ed uno, Signore Dio degli dei.
Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene,
il Signore Dio vivo e vero.
Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza,
Tu sei umiltà, Tu sei pazienza,
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine,
Tu sei sicurezza, Tu sei quiete.
Tu sei gaudio e letizia, Tu sei nostra speranza
Tu sei giustizia. Tu sei temperanza.
Tu sei tutta la nostra ricchezza a sufficienza.
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine.
Tu sei protettore, Tu sei custode e nostro difensore.
Tu sei fortezza, Tu sei refrigerio.
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede.
Tu se la nostra carità.
Tu sei tutta la nostra dolcezza,
Tu sei la nostra vita eterna,
grande e ammirabile Signore,
Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.

(Francesco d'Assisi - Lodi a Dio Altissimo)

sabato 10 marzo 2012

Incontro al sole*

Vorrei che andaste incontro al sole e al vento
con la pelle, più che con il vestito, perchè il respiro della Vita
è nella luce solare
e la mano della Vita
è nel vento.

Kahlil Gibran

*A cuore nudo, oggi, prego, nel sole e nel vento... *

lunedì 13 febbraio 2012

*Come due stelle*

Io non so come ti prega mio padre, né mio fratello, né mio zio;

non so nemmeno come ti pregava la tua madre, Maria.

Non so come ti pregano le stelle e i rami di corallo in fondo al mare,

né quei cuscini di muschio che fioriscono in alto, sulle rocce.

Non so come ti prega il gatto e il topo, e la pulce nel pelo del topo.

In fondo, Signore, non so nemmeno come prego io.

So come preghi Tu: come mormori piano, in fondo al cuore;

ed io sto appena ad ascoltare.

*(Dal Marocco... Come due stelle ti preghiamo da qui...)*

domenica 16 ottobre 2011

Love tweet*

"E soprattutto amate,
perchè solo questa vita abbiamo.
E la verità,
anche quando fa male,
è Amore."

(Bruniverso)

Ieri ho pregato ai Tuoi piedi: ho deposto il mio smarrimento e Tu l'hai trasformato in un canto d'amore...
*(Tu fai nuove tutte le cose)*

sabato 6 agosto 2011

Cerco, Prego, Ascolto, Divento... e Torno a casa*

"Pregare non è tanto ottenere, quanto piuttosto diventare."
Sören Kierkegaard

"Dicono i mistici che, quando intraprendiamo il nostro cammino spirituale, vogliamo parlare molto con Dio e finiamo per non ascoltare ciò che Egli ha da dirci. Perciò, è sempre consigliabile rilassarsi un po'. Ciò non è facile: noi abbiamo la tendenza naturale a fare sempre la cosa giusta, e pensiamo che potremo riuscire a migliorare il nostro spirito solo se lavoreremo senza sosta. In realtà, è importante tentare, cadere, rialzarsi e proseguire; ma dobbiamo lasciare che Dio ci aiuti.
Nel mezzo di un grande sforzo, dobbiamo guardare noi stessi, ma allo stesso tempo dobbiamo consentire che Egli si riveli e ci guidi. Dobbiamo permettere, di tanto in tanto, che Egli ci prenda in braccio"
Paulo Coelho

All'inizio di una meditazione sulla preghiera (guidata dalla sottoscritta) qualche anno fa, ho chiesto ai partecipanti cosa fosse per loro la preghiera: dalle loro risposte ho scoperto che molti associano l'idea di preghiera a una richiesta, una sorta di "monologo interiore" durante il quale si recitano formule prestabilite "per lo più scritte da altri" (cito testualmente).
Qualcuno ha ammesso che la maggior parte delle volte dopo pochi minuti non sa più cosa dire e si chiede come fare per restare più a lungo davanti a Dio senza annoiarsi o spazientirsi. Altri mi hanno parlato una sensazione di disagio provata durante quelle lunghe pause silenziose.
Nessuno dei presenti mi ha parlato di altri aspetti importanti della preghiera: il dialogo, il contatto, l'adorazione e l'ascolto.
La preghiera, dice il buon Kierkegaard, è autentica non quando è Dio che sta ad ascoltare ciò che gli domandiamo, ma quando è l'orante ad ascoltare.
Abbiamo due orecchie e una bocca... Dovremmo ascoltare il doppio di quanto parliamo, ma ci risulta molto difficile con chi è di fronte a noi in carne e ossa e lo può essere ancora di più se si tratta di una "entità invisibile"! Captare la voce di un Dio che consideriamo molto distante da noi non è certo semplice, se non ci prepariamo un po' e non lo consideriamo vicino, amico, in ascolto, presente nella nostra storia.
Tempo fa, in un post che ho pubblicato sulla Preghiera (Elia) parlavo di questa difficoltà e dicevo che per pregare in maniera autentica, per praticare la preghiera contemplativa, è necessario allenarsi per coltivare pian piano questo germe divino dentro di sè.
Non solo.
Pregare significa mettersi in viaggio, diventare un altro, cambiare, altrimenti, diceva Teresa d'Avila (e lei di preghiera se ne intendeva) non abbiamo realmente pregato.
La preghiera ti trasforma se glielo lasci fare. Dio prende spazio nella nostra vita, sempre di più, se gliene diamo. Così ci nutre e ci trasforma facendoci scoprire ciò che siamo realmente.
Molti confondono il dialogo della propria coscienza con la preghiera rivolta a Dio.
Per questo, come affermava una mia amica, "la preghiera è anche meditazione, ma la meditazione non è preghiera".
Ho letto molto sull'argomento, dopo aver praticato per anni la preghiera contemplativa, sperimentando formule diverse. Il mio scopo è stato soprattutto ascoltare ciò che Dio ha da dirmi, dopo aver creato un deserto dentro di me. Quando ho iniziato ero molto giovane e non avevo nessuna guida. Una mia maestra suora, quando ero molto piccola ci diceva sempre che se la sera prima di andare a dormire fossimo riusciti a far tacere tutti i rumori ed i pensieri, avremmo potuto ascoltare la voce di Dio! Ma come fare, mi chiedevo, impossibile per me non pensare, eppure questa ricerca per me iniziò proprio allora, me ne sono resa conto solo di recente. Non mi era facile, non sapevo come creare il silenzio assoluto dentro di me, sentivo solo il desiderio di ascoltare la voce di Dio, ne avevo sete, ma i miei pensieri mi distraevano. Solo molti anni dopo ho scoperto che anche quella era preghiera. Quel tempo di ricerca infantile, poi di sperimentazione più o meno consapevole è stato comunque utilissimo: posizione, respirazione, stati d'animo, distrazioni e slanci dello spirito, tutto mi ha spinta a leggere, ad integrare, ma soprattutto a lasciarmi condurre. Ho scoperto che molti avevano sperimentato, con molti condividevo la stessa sete. Ho scoperto che amare e pregare era la stessa cosa. E si impara ad amare amando, come si impara a pregare pregando.
S.Ignazio di Loyola pregava disteso a terra, S.Francesco d'Assisi ripeteva una preghiera per ore, come un mantra, fino ad entrare nel cuore di Dio (e per questa ragione qualcuno lo considera un grande yogi)! Ho provato anche queste tecniche e alla fine ho capito che la ricerca non era soltanto mia, ma che anche Dio veniva a prendermi per condurmi da Lui e per mostrarmi il mio vero volto, la mia vera identità.
Pregare è un incontro d'amore in cui si torna a casa per lasciarsi amare: è ritrovare un vecchio amico per parlargli dei nostri guai e trovare sollievo, si, ma è anche riconoscersi nella propria autenticità, a cuore nudo, spogliato del superfluo, grazie alla Sua presenza. Era ciò che cercavo, lo scopo della ricerca, fare spazio, pulizia, "balayer devant ma porte" per accogliere meglio e per trovare la mia identità e la mia missione grazie alla Guida Celeste. Sentirmi a mia volta accolta, amata, guidata. S.Francesco in fondo questo chiedeva nella sua Preghiera Semplice: di essere strumento di Dio. Pregando il crocifisso di San Damiano chiedeva "Cosa vuoi che io faccia?" La sua preghiera fu ascoltata e esaudita!
Da qualche anno sperimento "la preghiera del cuore", cioè la preghiera incessante del pellegrino russo, argomento affrontato anche nella scuola di preghiera che sto seguendo. E' una pratica silenziosa nella quale il pensiero, il respiro e la preghiera diventano una cosa sola. Diventiamo ciò che recitiamo e Dio si intreccia, poi si fonde con la nostra quotidianità, come un sottofondo continuo che segue il respiro, il battito del cuore, i gesti, i pensieri, le parole... tutto il nostro essere. E' una pratica antichissima, affascinante, che trasforma. La preghiera come l'aria che si respira, come il sangue che scorre nelle vene.
Io credo che la ricerca di Dio sia una strada che ognuno di noi deve percorrere secondo la propria inclinazione. Dio ci ha dato tanti percorsi per giungere a Lui, basta trovare il proprio. Noi ci mettiamo lì, con l'amore, il desiderio, la sete: ci consegniamo nelle mani di Dio e poi Lui fa il resto, se lo accogliamo a cuore aperto.
In questo percorso personale non dobbiamo dimenticare la preghiera comunitaria, altrettanto importante: anche questa dimensione, riscoperta dopo tanti anni di ricerca individuale, ha reso ancora più ricca la mia preghiera personale e solitaria. (Sto approfondendo anche la "preghiera di legatura", di cui parlerò in un altro post).
Le esperienze si mescolano in un crescendo, la strada è lunga e bella, ancora c'è molto da imparare e da vivere. C'è Dio da incontrare. Mettiamoci in cammino e in ascolto, con un cuore nuovo.
*Più ti conosco e più ti amo.
Più ti amo e più cerco... e più ti cerco e più trovo il mio volto.
Mi hai disegnata nel palmo della tua mano, sei scolpito nelle pareti del mio cuore*

domenica 17 luglio 2011

Allora hai pregato... (Dieci cammelli inginocchiati # 2)

Pregare è saldare il silenzio delle stelle con il frastuono dei giorni.
Svincolarsi dalle catene del rumore e scoprire le nostre musiche sotterranee.
Pregare è aprire un passaggio, come si apre una chiusa o una diga;
aprire, nella trama dei giorni, delle finestre su Dio,
fino a rendere la nostra vita porosa, alla vita di Dio,
fino a creare una osmosi, uno scambio, un travaso di vita.
Pregare è indovinare la presenza dell'eterno Assente,
e sapersene meravigliare, saperla respirare.

Pregare è come voler bene.
E se leggendo di Dio come amico, anche solo per un istante hai sentito di voler bene a questo Dio, allora hai pregato. Allora queste pagine hanno raggiunto il loro scopo.


Ermes


*... Può essere considerato invisibile o assente chi è così vicino al nostro cuore?...*

L'Etoile (Dieci cammelli inginocchiati # 1)

Ils perdirent l’Etoile, un soir; pourquoi perd-on
L’Etoile ? Pour l’avoir parfois trop regardée.
Les deux rois blancs étant des savants de Chaldée,
Tracèrent sur le sol des cercles au bâton.
Ils firent des calculs, grattèrent leur menton.
Mais l’étoile avait fui, comme fuit une idée.
Et ces hommes dont l’âme eut soif d’être guidée
Pleurèrent, en dressant des tentes de coton.
Mais le pauvre Roi noir, méprisé des deux autres
Se dit : ” Pensons aux soifs qui ne sont pas les nôtres,
Il faut donner quand même à boire aux animaux. “
Et, tandis qu’il tenait son seau par son anse,
Dans l’humble rond de ciel où buvaient les chameaux
Il vit l’Etoile d’or, qui dansait en silence.

Edmond

(Perdettero la stella un giorno.  Come si fa a perdere la Stella? A volte per averla troppo a lungo fissata... 
I due Re bianchi, ch'erano due sapienti di Caldea,  tracciarono al suolo dei cerchi, col bastone. 
Fecero calcoli, si grattarono il mento...  Ma la Stella era svanita come svanisce un'idea. 
E quegli uomini,  la cui anima aveva sete di essere guidata,  piansero innalzando le tende di cotone. 
Ma il povero Re nero, disprezzato dagli altri, si disse:  "Pensiamo alla sete che non è la nostra. Bisogna dar da bere, lo stesso, agli animali."  E mentre reggeva il suo secchio per l'ansa,  nello spicchio di cielo in cui bevevano i cammelli egli vide la Stella d'oro che danzava in silenzio).



*La Stella che cerco è nascosta nella sete. Cerchiamo sempre, siamo pellegrini dell'Assoluto! Troviamo molto più facilmente se ci occupiamo di una sete che non è la nostra. La Stella d'oro danza in fondo agli occhi di colui a cui diamo da bere*

domenica 3 luglio 2011

Lasciate i vostri fardelli e contemplate l'Amato.

Quando vi disponete a pregare, a meditare, a contemplare il sorgere del sole, ditevi:
«Sono con la purezza, sono con la luce,
sono con il mio Amato, il Signore,
sono con la mia Amata, la Madre Divina;
nient'altro deve contare se non questo momento in cui posso comunicare con Loro».
Lasciate le vostre borse e i vostri fardelli: presentatevi leggeri e liberi dinanzi alla Divinità e agli splendori della Natura. È così che troverete la soluzione a molti dei vostri problemi interiori, a situazioni che credevate fino ad allora inestricabili.
Per vedere, per comprendere, per sentire, occorre essere lì, presenti. Prendete esempio dagli uomini e dalle donne che vivono un grande amore: quando sono insieme, sono capaci di dimenticare tutto.
Con lo sguardo immerso negli occhi dell'altro, quando vogliono descrivere ciò che hanno visto, non parlano che di luce e di immensità.

Omraam

venerdì 20 maggio 2011

La mia preghiera stasera*

Giunga a te la mia preghiera,
che guizza come saetta dal desiderio
che nutro per i tuoi beni eterni.
Io la innalzo al tuo orecchio:
aiutala,
affinché ti raggiunga e non venga meno a metà della mia corsa,
né ricada a terra o vada perduta.
Anche se per ora non mi vedo arrivare i beni che chiedo,
sono tranquillo,
perché so che verranno più tardi...
Io gridavo anche di notte e tu non mi esaudivi.
Ma anche questi tuoi dinieghi nell'esaudirmi
non erano per confondermi ma per rendermi più saggio:
perché io capissi ciò che ti avrei dovuto chiedere.
Ti pregavo infatti per delle cose che,
se le avessi ricevute,
sarebbero state a mio danno.
Da' ciò che comandi e comanda ciò che vuoi.
Ogni mia speranza è posta
nell'immensa grandezza della tua misericordia.
Da' ciò che comandi e comanda ciò che vuoi...
O amore,
che sempre ardi senza mai estinguerti,
carità, Dio mio, infiammami!

Ecco Cla, con le parole di S. Agostino*

sabato 30 aprile 2011

Habemus Papam

Cari amici, vedo in voi le "sentinelle del mattino" (cfr Is 21,11-12) in quest'alba del terzo millennio. Nel corso del secolo che muore, giovani come voi venivano convocati in adunate oceaniche per imparare ad odiare, venivano mandati a combattere gli uni contro gli altri. I diversi messianismi secolarizzati, che hanno tentato di sostituire la speranza cristiana, si sono poi rivelati veri e propri inferni. Oggi siete qui convenuti per affermare che nel nuovo secolo voi non vi presterete ad essere strumenti di violenza e distruzione; difenderete la pace, pagando anche di persona se necessario. Voi non vi rassegnerete ad un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame, restano analfabeti, mancano di lavoro. Voi difenderete la vita in ogni momento del suo sviluppo terreno, vi sforzerete con ogni vostra energia di rendere questa terra sempre più abitabile per tutti.
Cari giovani del secolo che inizia, dicendo «sì» a Cristo, voi dite «sì» ad ogni vostro più nobile ideale. Io prego perché Egli regni nei vostri cuori e nell'umanità del nuovo secolo e millennio. Non abbiate paura di affidarvi a lui. Egli vi guiderà, vi darà la forza di seguirlo ogni giorno e in ogni situazione.
(Giovanni Paolo II, Tor Vergata, 19 agosto 2000, XV Giornata Mondiale della Gioventù)

Da qualche giorno a questa parte Roma si fa più bella, si prepara per ricordare, festeggiare e accogliere un nuovo beato. Stasera alle 20 ci sarà la Veglia di preghiera al Circo Massimo, domani alle 10 la cerimonia in Piazza San Pietro.
Anche io sarò lì, puntino minuscolo in un mare di pellegrini, piccola sentinella del mattino, felicemente coinvolta in queste due giornate di grande festa e di preghiera...
Mi sento fortunata: sono nata e vivo in questa città in cui il Papa è sentito come un concittadino, uno di noi.
Quando il nuovo Papa viene eletto, in tutta la città inizia una festa di campane. La fumata bianca viene seguita da parole solenni, proclamate in latino. Poi le campane iniziano a volare, a cantare nel cielo e il loro suono si diffonde pian piano per tutta la città.
Che tu sia cristiano o no, romano o no, italiano o no, non puoi non fermarti un momento, non puoi non alzare lo sguardo, per seguire quel volo, per inebriarti di quel canto.
Quel canto annuncia che un Buon Pastore è assegnato al suo gregge, una guida importante di cui la gente ha bisogno, che gli uomini e le donne di tutto il mondo attendono.
Oggi e domani sarà un po' così per Roma e per tutti coloro che seguiranno la cerimonia di Beatificazione di Giovanni Paolo II da ogni angolo della terra.
Il mondo intero si fermerà almeno un momento e alzerà lo sguardo per partecipare al canto di gioia delle campane di Roma: il Buon Pastore sarà di nuovo tra noi.
Prepariamoci con gioia a questo evento straordinario.

sabato 19 febbraio 2011

Ancora preghiera


Anche nella più profonda disperazione, non dimenticate mai che il Signore vi attende nei Suoi palazzi.
Lanciatevi verso di Lui, correte velocissimi per sfuggire, per staccarvi da tutto ciò che può impedirvi di giungere sino a Lui.
E cos'è che vi permette di correre così? La preghiera, la preghiera intensa, fervente.
È la preghiera che vi fa superare tutti gli ostacoli, varcare tutte le porte…
E quando giungete nella sala del convito dove il Signore si rallegra fra i Suoi angeli e le anime dei Giusti, Egli dice ai guardiani pronti a scacciare quell'intruso: «No, poiché il suo slancio lo ha proiettato sin qui, ha il diritto di sedersi fra noi. Fategli posto!»
E, così come siete, venite accettati.

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Filocalia

Quando io pregavo interiormente, tutto il mondo intorno mi appariva sotto un aspetto meraviglioso: alberi, erbe, uccelli, terra, aria, luce, ogni cosa sembrava dirmi che esisteva per l'uomo e testimoniava l'amore di Dio per lui, implorando e cantando la gloria del Signore. E io capivo da questo mirabile concerto ciò che nella Filocalia si chiama "linguaggio del creato".
Ravvisavo il mezzo attraverso cui si può parlare con le creature di Dio.

(Il Pellegrino russo)

sabato 11 dicembre 2010

Dammi l'amore per te

Signore, completa la tua opera in me
e illuminami.
La tua Parola è la mia gioia.
La tua Parola supera ogni mio desiderio.
...
Dammi la memoria in te,
l'intelligenza di te,
l'amore per te.

Agostino

venerdì 15 ottobre 2010

Nulla ti turbi...

Nulla ti turbi,
nulla ti rattristi,
tutto passa:
solo Dio non muta.
La pazienza
tutto conquista.
Se hai Dio nel cuore
nulla ti manca:
solo Dio basta.



S.Teresa d'Avila

domenica 10 ottobre 2010

Guidami tu... Luce gentile... al mio Signore...


Lead, kindly Light, amid th’encircling gloom, lead Thou me on!
The night is dark, and I am far from home; lead Thou me on!
Keep Thou my feet; I do not ask to see
The distant scene; one step enough for me.

I was not ever thus, nor prayed that Thou shouldst lead me on;
I loved to choose and see my path; but now lead Thou me on!
I loved the garish day, and, spite of fears,
Pride ruled my will. Remember not past years!

So long Thy power hath blest me, sure it still will lead me on.
O’er moor and fen, o’er crag and torrent, till the night is gone,
And with the morn those angel faces smile, which I
Have loved long since, and lost awhile!

John Henry Newman



(Guidami, Luce gentile, in mezzo alle tenebre guidami Tu.
Buia è la notte e la mia casa è lontana: guidami Tu.
Dirigi tu il mio cammino; di vedere lontano non te lo chiedo - un solo passo sicuro mi basta.
In passato non pensavo così, né ti pregavo: guidami Tu.
Amavo scegliere da solo la via; ma ora guidami Tu.
Amavo la luce del giorno e senza timore cedevo all'orgoglio - non ricordare, ti prego, il passato.
A lungo tu mi sei stato vicino; posso dunque ripetere: guidami Tu.
Fra acquitrini e paludi, fra crepacci e torrenti finché la notte è trascorsa.
All'alba, quei volti di angeli torneranno a sorridere, da me amati un tempo e poi purtroppo perduti.)

sabato 2 ottobre 2010

Assisi 2 ottobre

"Signore fa di me uno strumento della Tua pace".

Sono ad Assisi per l'ennesima volta, dopo solo poche ore sono già trasformata in una Claudia nuova.
Come posso non essere strumento Tuo, Signore?
Mi sorprendono sempre le emozioni che vivo in questo luogo: mi sembra di varcare la soglia della Basilica di San Francesco per la prima volta.
Questo luogo sa donarmi una pace del cuore mai provata altrove.
Stamattina, mentre pregavo sulla tomba di San Francesco, ho riflettuto sulla potenza della preghiera.
Qui sosto ore ad occhi chiusi nell'ascolto e nella contemplazione. Sembra che nulla di particolare avvenga in quelle ore, invece, nel silenzio, dita celesti compiono piccoli e grandi prodigi.
Qui io muoio e divento, qui metto a nudo il cuore, qui tutto si perde per ritrovare cose nuove o cose rinnovate, qui l'anima è plasmata e riprende la sua autentica forma, altrove distorta dagli eventi quotidiani.
Tempo fa, proprio qui, ho scritto: E' sufficiente mettere un dito nel Sacro Pozzo (la tomba di Francesco) per non avere più sete. Non serve bere.
Ma io qui debbo e dovrò sempre tornare, tornare, tornare a bere.

Pax et Bonum*

martedì 20 luglio 2010

« Vuestra soy, para vos nacì »

La felicità dell'uomo sulla terra.

Fate bene attenzione, figliuoli miei : il tesoro di un cristiano non è sulla terra, ma nel cielo (Mt 6,20).
Il nostro pensiero perciò deve volgersi dov'è il nostro tesoro.
Questo è il bel compito dell'uomo : pregare e amare. Voi pregate e amate, ecco, questa è la felicità dell'uomo sulla terra.       
La preghiera non è nient'altro che l'unione con Dio. Quando qualcuno ha il cuore puro e unito a Dio, è preso da una certa soavità e dolcezza che inebria.
In questa unione intima, Dio e l'anima sono come due pezzi di cera fusi insieme, che nessuno può più separare.
Come è bella questa unione di Dio con la sua piccola creatura.
È una felicità questa che non si può comprendere.
La nostra preghiera è incenso a Dio quanto mai gradito.       
Figliuoli  miei, il vostro cuore è piccolo, ma la preghiera lo dilata e lo rende capace di amare Dio.
La preghiera ci fa pregustare il cielo, come qualcosa che discende a noi dal paradiso.
Non ci lascia mai senza dolcezza. Infatti è miele che stilla nell'anima e fa che tutto sia dolce.
Nella preghiera ben fatta i dolori si sciolgono come neve al sole.

[Sono tua, per te sono nata (Cosa vuoi fare di me?) Ecco Cla con le parole di S.Teresa d'Avila...]