venerdì 24 giugno 2011

Le parole dell'Angelo (e la mia incredulità)*

Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni...
Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce.
(Gv 1, 6-7)

All'ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria.
Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni».
Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse.
Egli chiese una tavoletta, e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati.
In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
(Luca 1,59-64)
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati,
grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio,
per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge
per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre
e nell'ombra della morte
e dirigere i nostri passi sulla via della pace".
(Dal cantico di Zaccaria - sempre Luca 1,76-79)
Che bello il Vangelo di oggi! Nel primo libro del Vangelo di Luca sono descritti gli annunci più importanti per la religione cristiana. L'annuncio a Zaccaria, padre di Giovanni Battista e, 6 mesi dopo, quello a Maria. Zaccaria non crede sia possibile che si compia ciò che gli viene annunciato, per questo l'Angelo lo rende muto fino al giorno della nascita di suo figlio. Maria invece china il capo dinanzi a quell'ombra che si stende su di lei e accetta la volontà di Dio.
"Nulla è impossibile a Dio" dice Gabriele, il messaggero (Giov 1,37).
Sia Zaccaria che Maria conoscono la Torah, ma reagiscono diversamente all'annuncio dell'Angelo.
Nell'attesa che si compia il tempo del parto, Maria va da Elisabetta e i due bambini "si incontrano" per la prima volta, pur non avendo ancora visto la luce.
Zaccaria poi dirà nel suo bellissimo cantico: "tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo".
La Bibbia è ricca di storie di annunci e di incredulità. Confesso che per me queste storie sono un continuo motivo di riflessione. Quante volte la salvezza ci è stata annunciata e quante volte abbiamo dubitato.
Quante volte diciamo "ma come è possibile?" eppure poi ci rendiamo conto che Dio è sempre stato e sempre sarà dalla nostra parte.
Eppure anche io conosco la Torah. La studio, la leggo, la medito e l'approfondisco continuamente.
Eppure Dio non smette mai di sorprendermi, non smette mai di contraddire la mia incredulità e di confermarmi la sua fedeltà.
E' nella mia storia, più vivo e concreto di qualsiasi cosa o persona fisica...
"Nulla è impossibile a Dio"... Dovrei ricordarmelo ogni giorno... Lo ha detto l'Angelo... E lo ha detto con le parole di Dio...
Da Parigi... ecco Cla*, inviata molto speciale, che cerca il silenzio in una città piena di vita e di movimento... e lo trova davanti al luminoso miracolo della Madonnina di Saint Germain, intima amica ritrovata.

sabato 18 giugno 2011

E scrivo*

A volte mi mancano le parole e la voce, ma il mio silenzio urla e parla di più.
A volte la luce è accesa, l’interruttore è vicino, ma io non ci vedo.
A volte ho gli occhi chiusi e mi perdo: mi perdo dietro a un pensiero fisso che pesa sulle palpebre e mi buca il sonno.
A volte ho le braccia aperte, come due ali spalancate, ma mi sembrano piccole per la mia voglia di Cielo.
A volte  il mio cuore ha le vertigini, ma invece di cadere giù cerca la luce.
A volte sono fuori di me e sto in pensiero… perché non mi vedo tornare.
Allora buco il foglio. E scrivo.

Cla*... ispirata da Luigi

venerdì 17 giugno 2011

Così Dio sorride alla terra*

Dai poco se doni le tue ricchezze,
ma se dai te stesso 
tu doni veramente.
Vi sono quelli che danno con gioia
e la gioia è la loro ricompensa.
Nelle loro mani
Dio parla
e dietro ai loro occhi
egli sorride alla terra.
È meglio dare se ci chiedono,
ma è meglio capire
quando non ci chiedono nulla.

Kahlil Gibran

P.S. Per un errore del sistema gli ultimi post non sono stati notificati. Vi invito dunque a visitare il blog per leggerli... http://eccocla.blogspot.com/

Et l'amour aussi*

Elle a du faire toutes les guerres
pour être si forte aujourd'hui.
Elle a du faire toutes les guerres.
Et l'amour aussi.

Francis*

(Deve aver fatto tutte le guerre per essere così forte oggi. Deve aver fatto tutte le guerre. E anche l'amore)

mercoledì 15 giugno 2011

Colora la tua anima*


Ad un certo punto della vita impari la sottile differenza tra tenere una mano e incatenare un'anima. 

Impari che l'amore non è appoggiarsi a qualcuno e la compagnia non è sicurezza. 
Inizi ad imparare che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse.
Cominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta e con gli occhi aperti, con la grazia di un adulto e non con il dolore di un bambino.
Impari a costruire tutte le tue strade di oggi perché il terreno di domani è troppo incerto per fare piani.
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima, invece di aspettare che qualcuno ti mandi fiori. 

Una donna*

sabato 11 giugno 2011

Dialogues avec l'Ange*

Il n'y a ni bas ni haut.
Il n'y a ni inférieur, ni supérieur,
si vous parvenez jusqu'à LUI.
Si vous êtes séparés, il y a un bas et un haut.
Si vous êtes unis il n'y en a pas.
La Lumière, point.
Vous tous, le Ciel est avec vous.

L'Ange*

(Non c'è nè il basso, nè l'alto. Non c'è inferiore, nè superiore, se arrivate a LUI. Se siete separati, c'è il basso e l'alto. Se siete uniti, non ci sono. La Luce, punto e basta. Il Cielo è con voi, con tutti voi.)

lunedì 6 giugno 2011

Stella danzante*

Sentire 
e fare attenzione,
ubriacarsi d'amore,
è una fissazione
è il mestiere che vivo,
è l'inchiostro aggrappato
a questo foglio di carta...
Di esserne degna
è il mio tentativo...*

domenica 5 giugno 2011

Ieri, oggi, domani (You are everywhere I go)


    • Dio è con te ogni giorno: alimentati.
      Lui è alla tua porta perché tu gli possa aprire; 
      Lui è nella tua casa perché tu lo possa sentire vicino; 
      Lui è nel tuo sentiero perché tu lo possa incontrare; 
      Lui è vicino per essere un riferimento per te 
      e Lui è lontano perché tu lo possa raggiungere; 
      Lui è fuori di te perché tu lo possa vedere, Lui è dentro di te perché tu lo possa sentire; 
      Lui è con te nel buio per essere la tua Luce 
      e quando sei solo per essere Consolazione; 
      Lui è con te nella gioia per essere compagno e amico; 
      Lui è con te negli entusiasmi, nelle passioni e nelle avventure 
      per essere complice ed eroe con te. 
      Lui era con te ieri, lo è oggi, lo sarà domani.

venerdì 27 maggio 2011

Οί νόστοι *

Tornare in un luogo
da cui sono fuggita,
per vedere se sono cambiata
oppure
se sono sempre la stessa.

Se non si va non si vede*

(Οί νόστοι)

venerdì 20 maggio 2011

La mia preghiera stasera*

Giunga a te la mia preghiera,
che guizza come saetta dal desiderio
che nutro per i tuoi beni eterni.
Io la innalzo al tuo orecchio:
aiutala,
affinché ti raggiunga e non venga meno a metà della mia corsa,
né ricada a terra o vada perduta.
Anche se per ora non mi vedo arrivare i beni che chiedo,
sono tranquillo,
perché so che verranno più tardi...
Io gridavo anche di notte e tu non mi esaudivi.
Ma anche questi tuoi dinieghi nell'esaudirmi
non erano per confondermi ma per rendermi più saggio:
perché io capissi ciò che ti avrei dovuto chiedere.
Ti pregavo infatti per delle cose che,
se le avessi ricevute,
sarebbero state a mio danno.
Da' ciò che comandi e comanda ciò che vuoi.
Ogni mia speranza è posta
nell'immensa grandezza della tua misericordia.
Da' ciò che comandi e comanda ciò che vuoi...
O amore,
che sempre ardi senza mai estinguerti,
carità, Dio mio, infiammami!

Ecco Cla, con le parole di S. Agostino*

lunedì 16 maggio 2011

venerdì 13 maggio 2011

Pagine 52-53*

"Ti ho svegliata perché per questa strada deve passare lo Sposo. Le vergini sagge vogliono andargli incontro con la luce, le vergini stolte si sono addormentate e hanno perso le lampade. (...)
Lo Sposo passerà in fretta. Certo è un uomo giovane e non aspetterà.
(In realtà Lui aspetta sempre. Vive in continua attesa)".

Karol et ses messages d'Amour*

lunedì 9 maggio 2011

Dieci cose da ricordare (ma prima di tutto... slacciati le scarpe...)*


1. Ascolta le tue voci interne perché ti appartengono. Cristo dice: "Io sono la tua forza, il tuo coraggio
e con me puoi vedere ogni cosa perché io ti proteggerò".

2. Distaccati dal tuo rigorismo, dai tuoi ideali troppo alti e dal tuo autolesionismo.
"Lodati, non sottovalutarti, stimati, sii orgoglioso
di ciò che sei e di ciò che di grande possiedi".

3. Prendi coscienza della tua felicità, accettala e sii grato per questo".
"Abbandona ciò che hai alle spalle e le tristezze della vita e protenditi verso ciò che ti sta dinanzi:
tu puoi essere felice".

4. Affidati alla tua voce interiore.
"Trasformati nell'immagine di te che io porto in me".

5. Segui la tua chiamata.
"C'è qualcosa che devi fare e che è solo tuo.
O lo fai tu o non lo fa nessun altro".

6. Conosci ed esprimi la vita che è in te.
"Il bambino che sta in te vuol vivere".

7. Segui i tuoi sogni anche quando non ti senti perfetto.
"Entra nella scena della tua vita con le scarpe slacciate
e non farti paralizzare dalla tue paure".

8. Vivi l'attimo presente.
"Anch'io voglio essere dove sei tu".

9. Dì "sì" a te stesso.
"La mia immagine è riflessa sul tuo volto.
Sono io a darti il volto che hai".

10. Vivi la tua creatività.
"Tu sei unico".

(Al mio amico, un tesoro inesauribile, ottimo "spacciatore" di speranza di tenerezza e di cose belle... G R A Z I E...)*

venerdì 6 maggio 2011

Pagina 52*

"Anche tu, proprio adesso, senti dentro un vuoto così, perché anche tu stavi per addormentarti.
Sono venuto a svegliarti.
Credo di essere arrivato in tempo."

Karol Wojtyla a choisi ces mots, hier soir, pour me parler.
Il faudra bien que je le remercie...*

mercoledì 4 maggio 2011

Tu che conosci il cielo, saluta Dio per me*

A volte penso di essere una quercia, con profonde radici,"di materia spessa" come mi piace dire, solida, compatta, salda... 
Altre volte mi sento così provvisoria, fragile e instabile come un fiocco di neve... 


Sono così. Tutte e due le cose.


Oggi mi affido e si vedrà... tutto avrà un senso, anche questo viaggio.
In viaggio per Gubbio, "in un giorno di maggio"... come tanti anni fa... 


Come tanti anni fa ascoltavo questa canzone...


http://www.youtube.com/watch?v=esYWQ5Avctg&feature=share


Un motivo ci sarà... quel motivo mi troverà... *


In questa canzone di Ligabue le tue parole per me... ed io le ho ascoltate con tutta l'attenzione di cui ero capace. Ho pregato al tuo posto, Dio sa quanto ho pregato al posto tuo... e quanto prego ancora. E quanto ancora pregherò.

sabato 30 aprile 2011

Habemus Papam

Cari amici, vedo in voi le "sentinelle del mattino" (cfr Is 21,11-12) in quest'alba del terzo millennio. Nel corso del secolo che muore, giovani come voi venivano convocati in adunate oceaniche per imparare ad odiare, venivano mandati a combattere gli uni contro gli altri. I diversi messianismi secolarizzati, che hanno tentato di sostituire la speranza cristiana, si sono poi rivelati veri e propri inferni. Oggi siete qui convenuti per affermare che nel nuovo secolo voi non vi presterete ad essere strumenti di violenza e distruzione; difenderete la pace, pagando anche di persona se necessario. Voi non vi rassegnerete ad un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame, restano analfabeti, mancano di lavoro. Voi difenderete la vita in ogni momento del suo sviluppo terreno, vi sforzerete con ogni vostra energia di rendere questa terra sempre più abitabile per tutti.
Cari giovani del secolo che inizia, dicendo «sì» a Cristo, voi dite «sì» ad ogni vostro più nobile ideale. Io prego perché Egli regni nei vostri cuori e nell'umanità del nuovo secolo e millennio. Non abbiate paura di affidarvi a lui. Egli vi guiderà, vi darà la forza di seguirlo ogni giorno e in ogni situazione.
(Giovanni Paolo II, Tor Vergata, 19 agosto 2000, XV Giornata Mondiale della Gioventù)

Da qualche giorno a questa parte Roma si fa più bella, si prepara per ricordare, festeggiare e accogliere un nuovo beato. Stasera alle 20 ci sarà la Veglia di preghiera al Circo Massimo, domani alle 10 la cerimonia in Piazza San Pietro.
Anche io sarò lì, puntino minuscolo in un mare di pellegrini, piccola sentinella del mattino, felicemente coinvolta in queste due giornate di grande festa e di preghiera...
Mi sento fortunata: sono nata e vivo in questa città in cui il Papa è sentito come un concittadino, uno di noi.
Quando il nuovo Papa viene eletto, in tutta la città inizia una festa di campane. La fumata bianca viene seguita da parole solenni, proclamate in latino. Poi le campane iniziano a volare, a cantare nel cielo e il loro suono si diffonde pian piano per tutta la città.
Che tu sia cristiano o no, romano o no, italiano o no, non puoi non fermarti un momento, non puoi non alzare lo sguardo, per seguire quel volo, per inebriarti di quel canto.
Quel canto annuncia che un Buon Pastore è assegnato al suo gregge, una guida importante di cui la gente ha bisogno, che gli uomini e le donne di tutto il mondo attendono.
Oggi e domani sarà un po' così per Roma e per tutti coloro che seguiranno la cerimonia di Beatificazione di Giovanni Paolo II da ogni angolo della terra.
Il mondo intero si fermerà almeno un momento e alzerà lo sguardo per partecipare al canto di gioia delle campane di Roma: il Buon Pastore sarà di nuovo tra noi.
Prepariamoci con gioia a questo evento straordinario.

lunedì 25 aprile 2011

Pasqua del Signore: l'Amore corre più veloce*


Dal Vangelo di Giovanni 20,  1-9
All'annuncio di Maria Maddalena, Pietro e Giovanni corrono.
Entrambi vanno al sepolcro, solo che Pietro non vedrà niente mentre Giovanni intuirà qualcosa.
Quando Giovanni arriva si inchina (20,5), mentre Pietro no (20,6).
Inchinarsi indica l'atteggiamento di umiltà di chi è disposto a lasciare e ad abbandonare le proprie idee, i propri ragionamenti, i propri schemi, di fronte a ciò che vede.
Giovanni è disponibile a lasciarsi plasmare di fronte a ciò che vede, a mettersi in gioco, a cambiare.
Anche Gv aveva detto: "E' finito tutto". Ma di fronte a ciò che vede deve ricredersi: "No, non è vero che è finito tutto". Pietro, invece, testa dura, no. E per questa sua non umiltà, qui non vedrà.
Nella vita bisogna inchinarsi, bisogna inginocchiarsi, bisogna accettare di cambiare, di aver sbagliato, di essersi sbagliati. Perché se tu hai deciso che niente cambierà, niente cambierà.
Ma è così perché tu hai deciso così. Ma se tu cambi, la tua vita cambia. Pietro è l'ostinato: "Non si può fare nulla". E, se credi così, nulla si farà.
Quando Giovanni arriva (20,5), dice il Vangelo, vede le bende per terra (non si dice nulla del sudario). Quando arriva Pietro (20,6-7) vede le bende e il sudario.
Le bende sono il simbolo della morte-vita, mentre il sudario è il simbolo della morte-fine.
Sembra un particolare irrilevante ma non lo è. Giovanni sta iniziando a percepire che qualcosa sta accadendo, Pietro, invece, è ancora imbrigliato dalla sua mente nella pura materialità dei fatti. Pietro dice: "Morte? Fine di tutto". Giovanni: "Morte? Ma non è che nella morte sia dischiusa la vita?".
Entrambi, poi si fanno una bella corsa. Gv descrive con minuzia chi arriva prima (Giovanni) e poi non entra; chi arriva dopo (Pietro) ed entra. Ma che solo il primo (Giovanni) vede e crede mentre il secondo (Pietro) no. Che c'interessa tutta questa descrizione particolare, precisa, minuziosa dei fatti?
Innanzitutto corrono e questo è fondamentale, decisivo. Se tu ti rassegni, se tu ti immobilizzi, se tu ti paralizzi, se tu ti fermi e decidi che non c'è più niente da fare, che non ha più senso vivere, insomma se tu non ti muovi un po' allora non è più possibile nulla. Se tu non vuoi neppure metterti in gioco, allora hai già perso!
Sepolcro vero è quando caduti in zone buie rifiutiamo ogni tentativo della Vita di farci uscire.
Pietro e Giovanni rappresentano due modalità con cui noi ci possiamo avvicinare alla Vita e alla fede.
I loro nomi dicono già tutto.
Pietro, infatti, Cefa', significa appunto pietra, duro, ostinato, "de coccio" (un nome che è un programma!); nel vangelo è colui che vuol capire solo con la testa, con la forza dei principi, che è solo razionalità.
Giovanni, che non si nomina mai nel vangelo di Gv ma di cui si dice "quello che Gesù amava" (20,2) è, come dice il nome, l'amore, l'intuizione, il sentimento, la parte emotiva, l'interiorità, la vibrazione.
La mente controlla il sentimento e cerca di contenerlo perché il sentimento è un'onda d'urto intensa e forte. La mente ci serve per capire (è Pietro che entra per primo 20,6!), per spiegare, per interpretare. Ma l'organo della vita è il cuore/anima; l'amore, la vitalità, lo stupore, la fede, la conoscenza di Dio, si percepiscono, si "sentono", si sperimentano. Per fare tutto questo serve il cuore/anima; la mente spiega cos'è successo.
Nessuno si è mai ubriacato con la parola "vino" e nessuno si è mai riscaldato con la parola "sole".
Dio, resurrezione, fede, Vita, è una persona di cui inebriarsi, appassionarsi, innamorarsi. Pietro, la mente, la durezza (quando tu non vuoi far spazio alla vita che c'è in te), non vedrà niente. Vedrà tante cose ma tutto quello che vedrà non provocherà niente in lui.
Giovanni, l'amore, l'interiorità, il sentimento profondo, non solo vedrà ma inizierà a capire, a percepire. Perché  
Giovanni entrerà con l'amore, con il cuore, con l'anima, con la parte sensibile... e vedrà! 

Quando parli con il tuo amore, guardalo negli occhi, entragli dentro. Senti non tanto cosa ti dice ma le vibrazioni del suo cuore; cogli la sua tristezza, il suo slancio, la sua meraviglia, la sua gioia, il suo amore. Quando abbracci il tuo amore, sentilo, percepiscilo, chiudi gli occhi, senti l'odore della sua pelle e il profumo del suo corpo.
Quando canti, fermati e senti le onde che vibrano dentro di te; che provocano emozioni, che con un dolce ticchettio fanno risuonare le corde della tua anima.
Quando sei in chiesa, fai silenzio, metti da parte ogni pensiero e ascoltati. Allora potrai percepire forte e chiara la presenza di Qualcun altro dentro di te. Ogni tanto fermati e ascoltati. All'inizio magari da dentro di te usciranno demoni e mostri. Ma se avrai pazienza, con calma, nel silenzio, nel tempo, scoprirai una sorgente inesauribile di vita e di luce dentro di te.

(Omelia di Pasqua, bella bella bella... da meditare... da sperimentare...)

Giovanni corre al sepolcro. Giovanni corre più veloce... l'Amore corre più veloce*

venerdì 22 aprile 2011

Si squarcia l'antico velo: la Verità risplende. (Venerdì Santo)

"Signore,
Amo la Tua saggezza,
ho Fede nel Tuo Amore,
Spero nella Tua Potenza."

Oggi si apre per noi il Libro di Vita, i sette sigilli vengono sciolti (Ap 6).
La Verità risplende, in essa vengono manifestate tutte le ricchezze della sapienza e della scienza (Rm 11,33).
Si apre una sorgente che contiene i misteri di Dio.        
Oggi si squarcia l'antico velo (Mt 27,51), tutte le figure fanno largo alla realtà. Il Santo dei santi viene spalancato, grazie a Gesù, sommo sacerdote. Il sacrificio offerto da lui non è altro che il proprio sangue.
Oggi, in Cristo, viene rivelato il senso di tutti i simboli, tutti i misteri sono svelati.
Oggi viene aperto il tesoro immenso del padre di famiglia, in cui attingeranno a piene mani tutti i poveri, tutti i deboli, tutti gli oppressi.
Ognuno può attingere alle piaghe del Salvatore la grazia di cui ha bisogno.        
Oggi viene manifestato innanzitutto il mirabile mistero: il Re degli uomini si fa feccia del genere umano; l'Altissimo si fa l'ultimo di tutti; il Figlio unico di Dio si offre liberamente sulla croce per tutti noi peccatori. Vuole inchiodare il peccato sulla croce, uccidere la morte e, mediante il suo sangue prezioso, distruggere il documento scritto del nostro debito (Col 2,14), dove erano annotate le nostre colpe...        

Sulla croce è inchiodata la Verità. E la Verità risplende. Ci apre tutte le porte e ci rende liberi.

giovedì 21 aprile 2011

C.... come Penelope*


"Lo zahir è un pensiero che all’inizio ti sfiora appena e finisce per essere la sola cosa a cui riesci a pensare….
Ho aspettato come la donna disperata che sa che il suo uomo non ha mai capito i suoi passi…
ti ho aspettato come Penelope aspettava Ulisse…
quanto più mi fossi liberata dei fatti, e mi fossi concentrata solo sulle emozioni,
tanto più avrei compreso che nel presente c’è sempre uno spazio tanto grande quanto la steppa per riempirlo con  altro amore e altra gioia di vivere..
la sofferenza nasce quando ci aspettiamo che gli altri ci amino nel modo in cui noi immaginiamo,
e non nella maniera con cui l'amore si deve manifestare,
libero, senza controllo, guidandoci con la sua forza, impedendoci di fermarci”.

lunedì 18 aprile 2011

Non ci resta che amare

Vangelo di oggi - Giovanni 12 - 1, 11.
L'unzione di Betània.

Non resta altra cosa da fare che cambiare noi stessi.
Non cambieremo il mondo, ma potremmo cambiare il nostro mondo.
Il vero e unico territorio su cui siamo sovrani è il nostro cuore e lì possiamo decidere se fare della nostra vita un campo di battaglia o di pace.

Questo è quello che fa Gesù.
Non è riuscito a cambiare il mondo, non è riuscito a portare il regno di Dio sulla terra, e in questo ha fallito. Ma ciò che ha potuto fare è stato portare il Regno di Dio nella sua vita e con la sua vita.

Anche noi viviamo l'impotenza di Gesù quando di fronte a certe situazioni, dopo aver lottato con tutte le nostre forze e con tutta la passione che abbiamo dentro, non ci resta che stendere la mani
perché ci ritroviamo impotenti. 

E' a questo punto che si fa avanti una donna con un gesto di assoluta bontà.
Che cosa può fare questa donna per Gesù?
Niente.
In che modo lo può aiutare?
In nessun modo.
Può togliergli la delusione, il senso di fallimento, di fine che Gesù vive?
No.
Questa donna non può fare più niente, non può cambiare o togliere niente dal corso che hanno preso gli avvenimenti con Gesù.
Non può fare nulla.
Ma può amarlo.
E così le sue mani delicate e tenere, curano, accarezzano e sollevano il capo di Gesù. "Lasciatela stare, lasciatela che mi ami, lasciate che mi conforti, lasciate che si prenda cura di me".

Quando non si può fare più niente, possiamo sempre amare, stare vicini, stare a fianco, prenderci cura, stare silenziosamente presenti.
Quando più nulla è possibile fare, non ci resta che amare.
E questo è tutto il nostro potere. 

*(Mi hai sollevato il viso, sei al mio fianco, silenziosamente presente.
E poi dici "non ho fatto niente". Invece hai fatto molto. Hai amato)*