venerdì 23 dicembre 2011

Senza parole*

Quando non ci sono parole
vuol dire che il silenzio
le contiene tutte
(Cit).
*Grazie*

giovedì 15 dicembre 2011

Bella*

Se tu venissi in autunno,
io scaccerei l’estate
un po’ con un sorriso ed un po’ con dispetto,
come scaccia una mosca la massaia.
Se fra un anno potessi rivederti,
farei dei mesi altrettanti gomitoli
da riporre in cassetti separati,
per timore che i numeri si fondano.
Fosse l’attesa soltanto di secoli,
li conterei sulla mano,
sottraendo fin quando le dita mi cadessero
dentro la terra di Van Diemen.
Fossi certa che, dopo questa vita,
la tua e la mia venissero,
io questa getterei come una buccia
e prenderei l’eternità.
Ora ignoro l’ampiezza
Del tempo che intercorre a separarci,
e mi tortura come un’ape fantasma
che non vuole mostrare il pungiglione.


Emily Dickinson

sabato 3 dicembre 2011

Il piccolo monaco*

Benedetto questo nuovo giorno che è Natale per la terra,

poiché in me Gesù vuole viverlo ancora.

(Madeleine Delbrêl, Il piccolo monaco)

Ogni giorno sia Natale... Ogni giorno il Tuo sguardo guidi i nostri passi e non ci faccia inciampare... ma volare. Amen*

mercoledì 30 novembre 2011

Il Segreto*

Un discepolo andò dal suo maestro e disse, astioso: "Tu mi nascondi il segreto ultimo della contemplazione!".

"Nient'affatto", rispose il maestro.

"E invece sì!", ribadì l'allievo, e si allontanò risentito.

Capitò che i due si ritrovarono camminando all'alba ai piedi della montagna e udirono un uccello cantare al primo giorno.

Il maestro chiese: "Hai sentito l'uccello cantare?".

L'allievo rispose: "Si. L'ho sentito".

Il maestro rispose: "Adesso sai che non ti ho nascosto nulla".

(Antony de Mello, Dove non osano i polli)

martedì 29 novembre 2011

Vegliare, perché? *(Tempo di Avvento)*

Ê necessario studiare da vicino la parola "vegliare"; bisogna studiarla perché il suo significato non è così evidente come si potrebbe credere a prima vista e perché la Scrittura la adopera con insistenza. Dobbiamo non soltanto credere, ma vegliare; non soltanto amare, ma vegliare; non soltanto obbedire, ma vegliare.
Vegliare perché?
Per questo grande evento: la venuta di Cristo.
Cos'è dunque vegliare?
Credo lo si possa spiegare così. Voi sapete cosa significa attendere un amico, attendere che arrivi e vederlo tardare? Sapete cosa significa essere in compagnia di gente che trovate sgradevole e desiderare che il tempo passi e scocchi l'ora in cui potrete riprendere la vostra libertà? Sapete cosa significa essere nell'ansia per una cosa che potrebbe accadere e non accade; o di essere nell'attesa di qualche evento importante che vi fa battere il cuore quando ve lo ricordano e al quale pensate fin dal momento in cui aprite gli occhi?
Sapete cosa significa avere un amico lontano, attendere sue notizie e domandarvi giorno dopo giorno cosa stia facendo in quel momento e se stia bene?
Sapete cosa significa vivere per qualcuno che è vicino a voi a tal punto che i vostri occhi seguono i suoi, che leggete nella sua anima, che vedete tutti i mutamenti della sua fisionomia, che prevedete i suoi desideri, che sorridete del suo sorriso e vi rattristate della sua tristezza, che siete abbattuti quando egli è preoccupato e che vi rallegrate per i suoi successi?
Vegliare nell'attesa di Cristo è un sentimento di rassomiglianza a questo, per quel tanto che i sentimenti di questo mondo sono in grado di raffigurare quelli dell'altro mondo.
Veglia con Cristo chi non perde di vista il passato mentre sta guardando all'avvenire, e completando ciò che il suo Salvatore gli ha acquistato, non dimentica ciò che egli ha sofferto per lui.
Veglia con Cristo chi fa memoria e rinnova ancora nella sua persona la croce e l'agonia di Cristo, e riveste con gioia questo mantello di afflizione che il Cristo ha portato quaggiù e ha lasciato dietro a sé quando è salito al cielo.
John Henry Newman

sabato 19 novembre 2011

*E da qui tutta la differenza è venuta*

Divergevano due strade in un bosco
Ingiallito, e spiacente di non poterle fare
Entrambe essendo un solo, a lungo mi fermai
Una di esse finchè potevo scrutando
Là dove in mezzo agli arbusti svoltava.
Poi, presi l’altra, che era buona ugualmente
E aveva forse i titoli migliori
Perché era erbosa e poco segnata sembrava;
Benchè, in fondo, il passare della gente
Le avesse davvero segnate più o meno lo stesso,
Perché nessuna in quella mattina mostrava
Sui fili d’erba l’impronta nera d’un passo.
Oh, quell’altra lasciavo a un altro giorno !
Pure, sapendo bene che strada porta a strada,
Dubitavo se mai sarei tornato.
*Questa storia racconterò con un sospiro
Chissà dove tra molto tempo:
Divergevano due strade in un bosco, e io…..
Io presi la meno battuta,
E di qui tutta la differenza è venuta*
Robert Frost 
*(I shall be telling this with a sigh / Somewhere ages and ages hence: / Two roads diverged in a wood, and I-- I took the one less traveled by, / And that has made all the difference.)*

giovedì 10 novembre 2011

Lo specchio di chi ama*

"Chi è buono dona un poco,

chi ama vive per donare.

Chi è buono sopporta l'offesa,

chi ama dimentica.

Chi è buono ha compassione,

chi ama aiuta.

Chi è buono sorride,

chi ama fa sorridere.

Chi è buono comincia e finisce,

chi ama comincia per non finire mai.

Chi è buono fa quel che può,

chi ama fa l'impossibile.

Chi è buono aiuta chi sta vicino,

chi ama sempre sta vicino per aiutare.

Chi è buono misura il suo aiuto,

chi ama aiuta senza misura."

Il "ritaglio" di Carlo.

lunedì 7 novembre 2011

*L’amore non vuole che compiersi* (Una preghiera nel cuore per il mio amato e un canto di lode sulle mie labbra)

... ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri, i vostri desideri hanno da essere questi:

Dissolversi e imitare lo scorrere del ruscello che canta la sua melodia nella notte.
Conoscere la pena di troppa tenerezza.
Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d’amore,
E sanguinare condiscendenti e gioiosi.
Destarsi all’alba con cuore alato e rendere grazie per un altro giorno d’amore;
Riposare nell’ora del meriggio e meditare sull’estasi d’amore;
Grati, rincasare la sera;
E addormentarsi con una preghiera in cuore per l’amato e un canto di lode sulle labbra.”

Kahlil Gibran

sabato 5 novembre 2011

Parole e Video

Noi ci ostiniamo ad essere dei polli, 
Dio vede in noi dei falchi che volano alto. 
Noi ci ostiniamo ad essere delle fotocopie di improbabili modelli, 
Dio vede in noi il capolavoro unico che siamo. 
Noi nascondiamo i nostri difetti agli altri, 
Dio vede solo i pregi che egli ha creato in noi. 
Insomma, 
Dio vede in noi una meraviglia, 
Dio vede in noi un capolavoro.


(Grazie Ale)*


P.S. Facendo click sul titolo del post potete accedere ad un video. Dura solo 3 minuti. 
Vi basteranno per volare in alto*

sabato 29 ottobre 2011

Ti seguirò*

Tu sei Bellezza,
Tu sei Dolcezza,
Tu sei Amore
(Tu sei il mio Amore)
Dal Convegno Giovani verso Assisi... Con cuore sazio, felice, riconoscente...
Pax...

domenica 23 ottobre 2011

Cela suffit pour qu'il soit heureux*

Si quelqu'un aime une fleur qui n'existe qu'à un exemplaire dans les millions et les millions d'étoiles, 
ça suffit pour qu'il soit heureux quand il les regarde. 
Il se dit: "Ma fleur est là quelque part..." 
Mais si le mouton mange la fleur, c'est pour lui comme si, brusquement, 
toutes les étoiles s'éteignaient! 

Le Petit Prince*



"Se qualcuno ama un fiore, di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle, questo basta a farlo felice quando le guarda. E lui si dice: "Il mio fiore e la in qualche luogo." Ma se la pecora mangia il fiore, e come se per lui tutto a un tratto, tutte le stelle si spegnessero!"

giovedì 20 ottobre 2011

Mille ragioni per vivere (Prendi il largo)*

Quando il tuo battello ancorato da molto tempo nel porto ti lascerà l'impressione ingannatrice di essere una casa, quando il tuo battello comincerà a mettere radici nell'immobilità del molo, prendi il largo.

E' necessario salvare a qualunque prezzo l'anima viaggiatrice del tuo battello e la tua anima di pellegrino.

Dom Helder Camara

lunedì 17 ottobre 2011

Agli "alberi" della mia vita. *Grazie*


L'ALBERO E IL BAMBINO

C'era una volta un albero che amava un bambino. Il bambino veniva a visitarlo tutti i giorni.

Raccoglieva le sue foglie con le quali intrecciava delle corone per giocare al re della foresta. Si arrampicava sul suo tronco e dondolava attaccato al suoi rami.
Mangiava i suoi frutti e poi, insieme, giocavano a nascondino.

Quando era stanco, il bambino si addormentava all'ombra dell'albero, mentre le fronde gli cantavano la ninna nanna. Il bambino amava l'albero con tutto il suo piccolo cuore. E l'albero era felice. Ma il tempo passò e il bambino crebbe.

Ora che il bambino era grande, l'albero rimaneva spesso solo. Un giorno il bambino venne a vedere l'albero e l'albero gli disse: "Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l'altalena con i miei rami, mangia i miei frutti, gioca alla mia ombra e sii felice". "Sono troppo grande ormal per arrampicarmi sugli alberi e per giocare", disse il bambino. "Io voglio comprarmi delle cose e divertirmi. Voglio dei soldi. Puoi darmi dei soldi?".

"Mi dispiace", rispose l'albero "ma io non ho dei soldi. Ho solo foglie e frutti. Prendi i miei frutti, bambino mio, e va' a venderli in città. Così avrai dei soldi e sarai felice".

Allora il bambino si arrampicò sull'albero, raccolse tutti i frutti e li porto via.

E l'albero fu felice. Ma il bambino rimase molto tempo senza ritornare... E l'albero divenne triste.

Poi un giorno il bambino tornò; l'albero tremò di gioia e disse: "Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l'altalena con i miei rami e sii felice".

"Ho troppo da fare e non ho tempo di arrampicarmi sugli alberi", rispose il bambino. "Voglio una casa che mi ripari", continuò. "Voglio una moglie e voglio dei bambini, ho dunque bisogno di una casa. Puoi darmi una casa?"."Io non ho una casa", disse l'albero. "La mia casa è il bosco, ma tu puoi tagliare i miei rami e costruirti una casa. Allora sarai felice". Il bambino tagliò tutti i rami e li portò via per costruirsi una casa. E l'albero fu felice.

Per molto tempo il bambino non venne. Quando ritornò, l'albero era così felice che riusciva a malapena a parlare.

"Avvicinati, bambino mio", mormorò "vieni a giocare". "Sono troppo vecchio e troppo triste per giocare", disse il bambino. "Voglio una barca per fuggire lontano di qui. Tu puoi darmi una barca?"."Taglia il mio tronco e fatti una barca", disse l'albero. "Così potrai andartene ed essere felice".

Allora il bambino tagliò il tronco e si fece una barca per fuggire. E l'albero fu felice... ma non del tutto.
Molto molto tempo dopo, il bambino tornò ancora. "Mi dispiace, bambino mio", disse l'albero "ma non resta più niente da donarti... Non ho più frutti".

"I miei denti sono troppo deboli per dei frutti", disse il bambino. "Non ho più rami", continuò l'albero "non puoi più dondolarti". "Sono troppo vecchio per dondolarmi ai rami", disse il bambino. "Non ho più il tronco", disse l'albero. "Non puoi più arrampicarti". "Sono troppo stanco per arrampicarmi", disse il bambino.

"Sono desolato", sospirò l'albero. "Vorrei tanto donarti qualcosa... ma non ho più niente. Sono solo un vecchio ceppo. Mi rincresce tanto...". "Non ho più bisogno di molto, ormai", disse il bambino. "Solo un posticino tranquillo per sedermi e riposarmi. Mi sento molto stanco"."Ebbene", disse l'albero, raddrizzandosi quanto poteva "ebbene, un vecchio ceppo è quel che ci vuole persedersi e riposarsi. Avvicinati, bambino mio, siediti. Siediti e riposati". 
Così fece il bambino. E l'albero fu felice."

(Shel Silverstein)

domenica 16 ottobre 2011

Love tweet*

"E soprattutto amate,
perchè solo questa vita abbiamo.
E la verità,
anche quando fa male,
è Amore."

(Bruniverso)

Ieri ho pregato ai Tuoi piedi: ho deposto il mio smarrimento e Tu l'hai trasformato in un canto d'amore...
*(Tu fai nuove tutte le cose)*

giovedì 13 ottobre 2011

Parole di speranza e di pace (per contenere il dolore)*


Per ogni volo incerto... a volte disperato... e per te che hai paura di non trovare le parole per contenere il dolore.

"Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. 
Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch'io ho deluso. 
Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l'eternità. 
Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. 
Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. 
Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. 
Ho vissuto d'amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! 
Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. 
Ho telefonato solo per ascoltare una voce. Io sono di nuovo innamorato di un sorriso. 
Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e… ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)… ma sono sopravvissuto! 
E vivo ancora! E la vita, non mi stanca… E anche tu non dovrai stancartene. Vivi! È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perchè il mondo appartiene a chi osa!"

Charlie Chaplin

lunedì 26 settembre 2011

Il volo dell'amore*

Se questo è errore 


e mi sarà provato,

io non ho mai scritto 



e nessuno ha mai amato.




"L'amore non è amore", scriveva William Shakespeare, all'inizio di questo sonetto che ho sopra citato, "se muta quando trova mutamenti".
C'è sempre un po' di azzardo che si accompagna all'amore, alla speranza, alla gioia. Ma seppure nell'amore è presente un po' di follia, esso contiene in sé un elemento forte che lo rende immutabile davanti ad ogni tempesta.
Ieri, pensando a questo, cercavo. Cercavo sul web un'immagine della gioia, della speranza, dell'abbandono a cui conduce l'amore, ma allo stesso tempo pensavo ad una foto che ne esprimesse la forza, la stabilità.
Cercando ho trovato questa immagine che vi pubblico, che è un po' il simbolo di ciò che vivo in queste ultime settimane. 
E' tratta dal film di Zeffirelli "Fratello sole, sorella luna", in cui si parla della vita di San Francesco. In questa scena (bellissima) Francesco sale sui tetti della casa di suo padre e esprime il suo credo, il suo amore, la sua verità.


In questa immagine c'è tutto. La gioia e la follia del Santo, il suo fermento interiore (noi lo chiamiamo il "friccico francescano"), l'abbandono, lo slancio... e l'amore che non passa anche se ci sono mutamenti, la verità e la sua forza.
Il volo dell'amore, si, mi è sembrato di vederlo in questa foto piena di sole.
In fondo siamo così quando amiamo: in punta di piedi, in bilico nel vuoto e nel sole... ed è oltre l'abisso che spingiamo il cuore, perché ha voglia di volare alto, non è fatto per camminare sulla terra... è fatto per volare nel sole con ali d'aquila.

sabato 17 settembre 2011

Stand by me, my Love ♥

La Verna - 17 settembre 1224 - ore 15.
Sono trascorsi quasi 8 secoli,
ma il miracolo rivive in noi
come se si fosse compiuto oggi.

lunedì 12 settembre 2011

*Incondizionatamente*

"Hai svuotato le tasche come ti ho chiesto di fare?
Per quanto le svuoti, ti accorgi che hai altro e altro ancora da dare...?
Spendi ciò che hai, dona ciò che sei e ti sarà restituito molto di più...
Spendi te stessa e ama, ama incondizionatamente.

Per chi vuoi tenere da parte l'amore?"

*My Love*

lunedì 5 settembre 2011

Où es-tu?

*Se ti nascondi nel mio cuore

non sarà difficile trovarti*

sabato 3 settembre 2011

Un ballo con Gesù*

*(Sii il benvenuto: qui siamo tutti felici)*

Oggi qui a Salvador de Bahia abbiamo assistito all'ordinazione sacerdotale del nostro amico David.
Vorrei raccontarvi com'è andata ma mi è difficile perché a volte le parole sono proprio troppo povere rispetto alle emozioni che si vivono.
Comunque ci provo.
Che felicità! E quanta gente!
Tanti volti accesi come piccoli soli, hanno illuminato la città malgrado fosse sommersa da un temporale. In chiesa, solo per noi, splendeva un bel sole caldo.
Scattavo fotografie e intanto cercavo, muovendomi da un punto all'altro della chiesa, di ascoltare con attenzione le parole del Vescovo e poi quelle di David.
Ho pensato a tutti i frati che conosco, agli amici cari che ho tra loro, e anche per loro ho pregato, mentre David distendendosi a terra iniziava il momento più intenso della sua consacrazione.
I gesti della cerimonia di ordinazione mi colpiscono sempre. L'imposizione delle mani da parte di tutti i sacerdoti presenti sul capo del neo-ordinato; la sua prima benedizione, una croce segnata sulla fronte dei suoi genitori; il bacio sulle mani del nuovo sacerdote, il suo abbraccio ed eccomi qua con le lacrime trattenute a stento, un'emozione enorme condivisa, come un'onda bellissima che ti toglie il caldo e la sete. E la gioia di David era la mia gioia, pura, bambina, mi è salita in gola e non ho potuto fare a meno di tradurla con un canto, un sorriso aperto, poi una danza.
Si, una danza con Gesù, la voglio chiamare così.
Una danza semplice, due passi a destra, due a sinistra e poi una giravolta che ti fa ridere di cuore e ti fa girare la testa. Quanto tempo ha aspettato Gesù per farmi sentire così? E quanto tempo ho atteso io per sentirlo così vicino, stretto, intrecciato ai miei tessuti vitali come lo sento oggi?
Lo giuro, è vero!
Ho ballato con Gesù!

*(Deus es fiel. Sempre)*